Vaccinazioni del cane: quali sono e come funzionano

Vaccinazioni del cane: quali sono e come funzionano

Una delle prime questioni da affrontare quando si prende un cucciolo di cane è quella delle vaccinazioni.

Molti proprietari se le sentono proporre, e poi non sono una cosa così strana perché anche noi ce le sentiamo proporre dai medici, ma spesso le cose cambiano da veterinario a veterinario, c’è chi ne propone di più e chi meno, alcuni le propongono in tempi e modi diversi. Perché?

In questo articolo cercheremo di fare chiarezza sui vaccini e sul loro funzionamento, cercando di capire anche alcuni termini di base della situazione.

Cos’è un vaccino

In modo semplice e sintetico, una delle cose fondamentali da capire è che il vaccino non è una medicina, non è un farmaco, anche se si inietta con una siringa.

Il vaccino è, di fatto, un agente patogeno, un batterio, un virus o un parassita. Si tratta di un “cugino” del patogeno che causa la malattia, che è stato per così dire tramortito.

Viene iniettato nel sangue e da qualche sintomo (è per questo che i cani si ammalano, a volte, dopo averlo fatto) ma questi sintomi non sono gravi come se avessero preso la malattia vera e propria.

I microrganismi si inoculano nel sangue perché il sistema immunitario del cane li riconosca come dannosi, visto che un po’ di danno lo fanno anche loro, e la prossima volta che lo vedono (si presume quando arriverà il microrganismo veramente patogeno) lo sappiano riconoscere e lo combattano come si deve.

Se l’organismo non è vaccinato non sa cos’è il patogeno, magari pericoloso, e ha bisogno di tempo per capire se sia effettivamente un patogeno o no. In questo tempo lui uccide il cane.

È per questo che le vaccinazioni sono importanti, tanto da essere chiamate obbligatorie (anche se l’unico vaccino obbligatorio ai fini legali è quello contro la rabbia e solo in certe situazioni).

Il richiamo è un secondo vaccino contro quella malattia.

È lo stesso vaccino del primo, che però si inietta di nuovo per far rimanere all’erta il sistema immunitario contro quel patogeno. Non lo si fa sempre, ma solo quando il veterinario sa che nella zona in cui si vive una malattia è particolarmente diffusa.

Quando si iniziano a fare i vaccini

I vaccini non hanno alcuna efficacia se effettuati durante i primi 60 giorni di vita del cane.

Durante questo periodo, infatti, il cane ha a disposizione la cosiddetta “immunità passiva”, ovvero anticorpi presi dalla mamma già in grado di combattere tutti i patogeni che la mamma ha incontrato in vita.

Questi anticorpi proteggono nella prima fase della vita il cane, che in pratica è già vaccinato contro tutto, mentre il suo sistema immunitario si sviluppa.

Terminato questo periodo, 2 mesi di vita, gli anticorpi della madre iniziano a scomparire ed è a questo punto che c’è bisogno dei vaccini.

Vaccinare prima dei due mesi non ha senso perché il patogeno tramortito sarebbe distrutto dagli anticorpi passati dalla mamma, e il suo sistema immunitario non imparerebbe nulla.

I protocolli vaccinali e i vaccini

Il motivo per cui le vaccinazioni cambiano da veterinario a veterinario è l’esperienza del veterinario stesso, in base alla zona in cui si vive.

Non tutti i posti, infatti, hanno gli stessi problemi, e se un cane che vive a Milano deve magari essere protetto maggiormente contro la malattia X, un cane che vive a Roma avrà necessità di essere più protetto contro la malattia Y.

Il veterinario scriverà quindi un protocollo vaccinale, o piano vaccinale, in cui rispetterà delle scadenze ben precise, che variano in base al vaccino stesso, che il proprietario deve seguire.

E mai cambiare piano vaccinale quando ne abbiamo iniziato uno: potrebbe succedere che nessuno dei due veterinari vaccini contro una certa malattia (il primo veterinario faceva il vaccino X più avanti, il secondo lo fa per primo...) e il cane rimanga scoperto.

Anche se si cambia veterinario, il nuovo veterinario deve continuare a seguire il piano proposto dal vecchio. Potrebbe aggiungere qualcosa se lo ritiene opportuno, ma mai togliere.

Le vaccinazioni obbligatorie del cane

In questa parte daremo una spiegazione rapida delle principali vaccinazioni che possono essere eseguite sul nostro cane.

Da notare che i tempi potrebbero cambiare completamente rispetto a quelli che usa il vostro veterinario: abbiamo appena visto il motivo. Per cui questo piano è solamente un esempio.

Cimurro:

È una delle malattie più gravi del cane, che può portare a morte in breve tempo.

Si trasmette per via respiratoria (starnuti) da cane infetto a cane sano e può colpire anche i furetti, oltre ai cani.

La prima vaccinazione si fa generalmente ad 8 settimane (60 giorni) di vita del cane, per poi ripeterla (richiamo) circa un mese dopo, e anche due mesi dopo nelle zone ad alto rischio.

Si ripete poi dopo un anno e, successivamente, ogni tre anni di vita del cane, anche se la copertura dura all’incirca 6 anni.

Approfondimento vaccino cimurro

Parvovirosi:

È una malattia che può colpire cani e gatti, ma i cani non possono passarla ai gatti e viceversa.

È conosciuta anche come gastroenterite trasmissibile, ed è molto pericolosa perché porta ad emorragie intestinali così forti da uccidere addirittura un cane.

Allo stato naturale è difficilissima da trattare, ed è per questo che è previsto un vaccino.

Di solito si fa insieme (insieme significa nella stessa siringa, sono formulazioni già pronte) al virus del cimurro, con la prima vaccinazione a 8 settimane, la seconda a 12, ed un richiamo dopo altre quattro settimane e dopo altre quattro ancora se il rischio è particolarmente alto.

Poi si richiama dopo un anno e ogni tre.

Particolare attenzione se ci sono femmine in gravidanza, perché il virus potrebbe causare danni gravissimi nei cuccioli.

Approfondimento vaccino Parvovirosi

Epatite infettiva e Tosse dei canili (Tracheobronchite infettiva):

Sono due malattie diverse, ma sono causate da virus correlati tra loro.

Una di queste da problemi al fegato, mentre l’altra da problemi respiratori ma è molto blanda, si presenta solamente in condizioni molto avverse (freddo) o di igiene scarsissima, di solito nei canili.

Essendo i due virus della stessa famiglia, Adenovirus, il vaccino protegge contro entrambe le malattie.

Anche in questo caso, il protocollo vaccinale è lo stesso e il virus è di solito insieme al Cimurro e al Parvovirus, per cui si vaccina la prima volta a quattro settimane, poi ad otto, a dodici se il rischio è alto, e dopo un anno, quindi si richiama ogni tre anni di vita del cane, anche qui in base al rischio.

Approfondimento vaccino epatite infettiva

Tosse dei canili (Tracheobronchite Infettiva) 2:

La tosse dei canili non è una malattia come le altre, ma una sindrome, causata dall’Adenovirus, da un altro virus che è il Virus Parainfluenzale del Cane e dalla Bordetella bronchiseptica, un batterio.

Questi ultimi due vaccini si fanno di solito nei canili, dove c’è rischio, perché se un cane vive da solo in casa il rischio praticamente non c’è; il vaccino, peraltro, diminuisce soltanto le manifestazioni della malattia, non la previene completamente.

Si fa ad otto settimane di vita, si richiama a dodici e poi dopo un anno, quindi ad intervalli di tre anni.

Ma di solito non viene fatto sui cani domestici.

Approfondimento tosse dei canili

Leptospirosi:

Con il Cimurro, la Parvovirosi e l’Epatite è la quarta “vaccinazione obbligatoria” del cane.

È una malattia molto pericolosa, mortale perché causa una serie di emorragie diffuse in tutto il corpo e peraltro la può prendere anche l’uomo.

È diffusissima nelle città perché trasmessa dai ratti, per cui è uno dei vaccini più indispensabili.

È causata dal batterio Leptospira interrogans.

Visto che prima si fanno le altre vaccinazioni, questa si fa generalmente a 12 settimane, insieme ai richiami degli altri vaccini, e si richiama a 16.

In zone particolarmente a rischio si vaccina di richiamo ogni anno, anche due volte all’anno se la leptospirosi è diffusa, soprattutto nei cani da caccia perché è molto facile prenderla in bosco.

Il vaccino è meno protettivo rispetto agli altri, e oltretutto di leptospira ne esistono vari tipi detti sierovarianti: bisogna vaccinare contro tutte, non solo contro una leptospira, ed è questo il motivo per cui il veterinario deve conoscere bene l’ambiente e fare molta attenzione.

Approfondimento Leptospirosi

Rabbia:

La vaccinazione antirabbica è l’unica vaccinazione normata dalla legge.

In Italia la rabbia non c’è, e la sua obbligatorietà varia da regione a regione, da periodo a periodo (quindi non stupitevi se vi dicono che non è obbligatoria); possiamo informarci dal veterinario.

Bisogna obbligatoriamente vaccinare, invece, per i viaggi all’estero, anche in Europa: se avete intenzione di fare un viaggio con il cane, ditelo al veterinario almeno quattro mesi prima, o potreste non essere in regola con gli obblighi di legge ed essere costretti a lasciare il cane a casa.

In caso voleste portarlo comunque, c’è il rischio che venga ucciso nel momento in cui mettete piede nell’altro paese.

Come si può intendere, non è una malattia che viene presa alla leggera dalle autorità.

Approfondimento Rabbia

Le vaccinazioni principali del cane sono queste.

In realtà il veterinario potrebbe proporvi di vaccinare anche contro altre malattie, come la malattia di Lyme, il Coronavirus, la Tigna o Dermatofitosi e la Piroplasmosi o Babesiosi.

Sono vaccini dall’efficacia limitata e poco protettivi, per cui si fanno solamente nelle zone in cui la malattia è molto presente, di solito con lo scopo di ridurne i sintomi.

Ma non preoccupatevi se queste vaccinazioni non vi vengono proposte, perché spesso non lo sono.

Infine, due parole sulla Leishmaniosi: ci provano a farlo il vaccino, ma non ci riescono.

Ci sono dei vaccini pochissimo protettivi che sono più un atto di fede, alle condizioni attuali, che una protezione per il cane: se vi sentite più sicuri potete farlo, ma non stupitevi se il cane prendesse comunque la malattia.

Per prevenire la Leishmaniosi, la cosa migliore è fare la corretta prevenzione contro i flebotomi, o pappataci.

Se impedite loro di avvicinarsi al cane, sarete sicuri che non verrà infettato, a differenza di quanto succede con il vaccino che... funziona e non funziona.

Tabella riassuntiva vaccinazioni

Malattia Agente eziologico Durata immunità 1a serie vaccinale Richiami
Cimurro Canine DistemperVirus, CDV 5-7 anni Basso rischio: 8 + 12 settimane
Alto rischio: 6 + 9-11 + 12-14 settimane
1° dopo un anno
successivi: ogni 3 anni
Parvovirosi Canine Parvovirus 2 , CPV-2 7 anni Basso rischio: 8 + 12 settimane
Alto rischio: 6 + 9-11 + 12-14 settimane
1° dopo un anno
successivi: ogni 3 anni
Epatite infettiva e Tosse dei canili (Tracheobronchite infettiva) Canine Adenovirus 1, CAdv-1
Canine Adenovirus 2, CAdv-2
7 anni Basso rischio: 8 + 12 settimane
Alto rischio: 6 + 9-11 + 12-14 settimane
1° dopo un anno
successivi: ogni 3 anni
Tosse dei canili (Tracheobronchite Infettiva) 2 Canine Parainfluenza Virus, CPIV 3 anni Basso rischio: 8 + 12 settimane
Alto rischio: 6 + 9-11 + 12-14 settimane
1° dopo un anno
successivi: ogni 3 anni
Leptospirosi Leptospira interrogans circa 12 mesi Basso rischio: 12 + 16 settimane
Alto rischio: 12 + 15-16 + 18-19 settimane
1° dopo un anno
successivi: Almeno ogni anno
Rabbia Rabies Virus 3 anni Non prima dei 3 mesi di età 1° dopo un anno
successivi: ogni 1-3 anni
Malattia di Lyme Borrella burgdorferi circa 12 mesi solo cani a richio: 6-9 settimane Richiami ravvicinati
Coronavirus Canine Coronavirus circa 12 mesi solo cani a richio: 6-9 settimane ?
Tigna o Dermatofitosi Microsporum canis ? solo cani a richio: 6-8 settimane Richiami ogni 9 mesi con 2 inoculazioni distanziate di 14gg
Piroplasmosi o Babesiosi Babesia canis ? solo cani a richio: 20 + 23-24 settimane Richiami annuali o semestrali

Commenti 1

  • Ursula Bottinelli : Aquistando un cucciolo Labrador, ho dovuto accettare il piano vaccinale dell'allevatore: prima vaccinazione a poco più di 4! settimane, la seconda a neanche 8 settimane, unicamente per questioni commerciali, in quanto così i cuccioli, dati via a 60 giorni, "possono già uscire". Ho rischiato di non aver il cucciolo, perchè considerata una persona irresponsabile, a causa delle mie critiche e la richiesta di vaccinazione spostata nel tempo. Purtroppo non conoscevo ancora la veterinaria, scelta con molta attenzione, la quale avrebbe potuto supportarmi. Una volta a casa, alla cucciola è stata fatta una titolazione anticorporale, dove si è visto che è superprotetta dal cimurro, bene dall'epatite ma per niente dalla parvovirosi, nonostante le 2 vaccinazioni.
    Sono molto arrabbiata con l'allevatore, che consideravo uno dei più coscienziosi e molto dispiaciuta per la mia creatura che si è dovuta assorbire una terza vaccinazione, oltrettutto pentavalente, che non serviva, perchè la vaccinazione singola per la parvo non esiste.
    Dovremmo informarci di più ed insistere su un comportamento più etico da parte di tutti.
    23/05/2017 16:53
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