Borrelia o Malattia di Lyme

Borrelia o Malattia di Lyme

In questo articolo parliamo della Malattia di Lyme, una malattia poco conosciuta dai proprietari di cani in alcune zone, dove la malattia è poco presente, ma conosciuta in altre, perché ce n’è in abbondanza. Anche in Italia.

Il fatto che da qualche parte la conoscano non dipende tanto dal fatto che il cane sta male, quanto dal fatto che la Malattia di Lyme è una zoonosi, il che significa che oltre al cane la può prendere anche l’uomo, e non è proprio una cosa divertentissima.

Per cui bisogna prevenire il fatto che la prenda il cane (anche perché ci sta male anche il cane) nell’ottica di prevenire anche che la prendiamo noi.

In questo articolo vado a spiegare cos’è, come si cura e soprattutto se è il caso di vaccinare per la Borreliosi.

Malattia di Lyme: cos’è e come si trasmette

Iniziamo con il cercare di capire che cos’è la Malattia di Lyme.

Si tratta di una malattia causata da un batterio, la Borrelia (Borrelia burgdorferi per la precisione, ma ne esistono anche varianti, se non che questa è la più diffusa in Europa) simile, anche se molto meno pericoloso, rispetto alla Leptospira.

Si differenzia dalla Leptospira per un particolare, che è quello di non sopravvivere nell’ambiente esterno, perché esiste un unico modo di prenderla: essere morsi dalla zecca.

Insomma, come la zanzara passa la Filaria, il flebotomo la Leishmania, la zecca passa la Borrelia (e l’Erlichia, e la Babesia, e altre malattie molto simpatiche).

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La zecca che di solito passa la malattia è la Ixodes ricinus, che poi è una delle zecche più diffuse anche qui da noi, che morde sia i cani che le persone.

C’è da dire che, nonostante la malattia di Lyme si prenda anche noi (e, anzi, sembra essere la malattia umana trasmessa da artropodi più frequente nel mondo), noi non la possiamo prendere direttamente dal cane, ma bisogna che una zecca morda il cane, poi si stacchi, poi morda noi. Un po’ improbabile.

Il problema della Borrelia è che colpisce praticamente qualsiasi animale: gatti, topi, cinghiali, bovini, cervi, lupi, e la cosa più brutta (per noi) è che questi animali non presentano i segni della malattia.

Così qualunque animale una zecca morda, lui si prenderà la Borrelia, e così tutte le zecche, o quasi, sono positive a Borrelia, nelle zone dense di animali come il Trentino Alto Adige, perché ci sono un sacco di boschi.

Quando la zecca morde il cane, passerà la Borrelia anche a lui, ma solo se sta attaccata almeno 48 ore a succhiare sangue, il che significa che se seguiamo la corretta terapia antiparassitaria (le fialette) la zecca o non sale proprio o sale e, mangiando il medicinale, si stacca dopo pochi minuti. Così il rischio della Malattia di Lyme è scongiurato.

E se invece il proprietario è un idiota e si è dimenticato la terapia, mettendo a rischio il proprio cane di prendere innumerevoli malattie? La soluzione è prendere il padrone e legarlo nudo in un campo in Trentino Alto Adige. Così gli passa la voglia di dimenticarsi di dare le fialette.

Purtroppo, ed è un vero peccato, non si può, e in questa malaugurata ipotesi la Borrelia e tutti i suoi amici entrano nell’organismo del cane. Di solito “i suoi amici” sono più veloci a causare la malattia, per cui prima si presentano gli altri sintomi, poi la Malattia di Lyme.

Si, perché la Borrelia è lenta, lenta, lenta: dal morso della zecca passano anche due mesi prima che la malattia si manifesti, e visto che la zecca a quel punto non ci sarà più è quasi impossibile capire da cosa derivano i sintomi.

Se ci sono, poi: perché per molti cani la Borreliosi è asintomatica, il che significa che non avranno mai nulla ma che la passeranno alle zecche che li mordono. I cani di razza di solito sono più deboli, quindi più sottoposti a prenderla.

Nel caso i sintomi si manifestassero, questi saranno febbre alta, zoppia e problemi ai reni, anche se la febbre alta è la cosa che si nota maggiormente. Questo perché la Borrelia ha avuto tutto il tempo che voleva per diffondersi nell’organismo, quindi inizia a fare danni in questo momento.

E la terapia è molto pesante, perché peraltro è anche difficile da togliere: ci vogliono almeno 30 giorni di antibiotici, e non è detto che siano sufficienti perché ci sta che la malattia torni, e che il cane stia male altre settimane. Di solito non è mortale, ma fa stare il cane abbastanza male.

E nell’uomo non è diversa, ma a tutto questo si aggiunge anche la meningite.

La vaccinazione per la Malattia di Lyme

Parlando di vaccinazione contro questa malattia, c’è da dire che di solito non si vaccina, ma lo si fa solo nelle aree a rischio.

Il motivo è che visto che ci sono tanti sistemi di prevenzione, come abbiamo detto prima, non ha senso sovraccaricare il sistema immunitario del cane anche con la Borrelia, quando basta dare la fialetta con regolarità per scongiurare qualsiasi problema con questa malattia.

Le uniche eccezioni sono le aree endemiche, dove la malattia è sempre presente, e questo ve lo dice il veterinario.

Si, perché in quei casi anche se uno da la fialetta ogni tre settimane magari l’ha data male, la zecca è salita comunque ed è riuscita a trasmettere la malattia, per cui meglio evitare che questo possa succedere, se ci sono tante zecche e sono tutte infette, perché si sa che lo sono.

In questo caso il vaccino, inattivato cioè basato sulla Borrelia morta, si inizia a fare fin dalle otto settimane, e si ripete circa una volta al mese per i mesi primaverili e autunnali, per il primo anno di vita del cane.

Sono infatti i cuccioli ad essere più sottoposti di tutti gli altri alla Borrelia, mentre gli adulti sono più resistenti, anche se questo non significa che gli antiparassitari si possono evitare.

Quello non va mai fatto, perché se si evita la Borrelia, le altre malattie l’animale le può prendere comunque.

Questo, quindi, tutto ciò che c’è da dire riguardo alla Borreliosi o Malattia di Lyme: malattia lenta ad arrivare ma difficile da debellare, per il quale la miglior prevenzione è l’antiparassitario e per la quale il vaccino esiste, ma farlo o meno dipende dalla prevalenza della zona, quindi lo sa solo il vostro veterinario.

L’importante, per il proprietario, è quindi principalmente una cosa: ricordarsi l’antiparassitario.

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Commenti 1

  • Stella Graziani : Ottimo articolo.... Grazie Valerio
    06/07/2016 18:07
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