Vaccino contro il Cimurro

Vaccino contro il Cimurro

Tra i vaccini che sono compresi nelle vaccinazioni annuali dei cani, è incluso il vaccino contro il cimurro, malattia per fortuna e proprio grazie alle vaccinazioni sempre meno diffusa fra i nostri amici a quattro zampe.

Il cimurro, malattia infettiva ad alto rischio di mortalità ed estremamente contagiosa, è causata da un virus appartenente alla famiglia delle Paramyxoviridae, del genere Morbillivirus che colpisce il cane ed altri carnivori come la volpe, il furetto, il gatto, ed è un ”parente” del morbillo umano.

L’andamento della malattia può essere acuto, sub acuto o cronico e i sintomi possono essere di tipo respiratorio, di tipo gastrointestinale e di tipo nervoso.

Il cimurro si diffonde attraverso animali portatori e si trova, in tutto il mondo, con maggiore frequenza nelle zone umide e nelle stagioni fredde.

Il virus, che si trasmette per via aerea, penetra inizialmente nelle tonsille e nelle prime vie respiratorie, per diffondersi poi successivamente, nel giro di 2-4 giorni, in tutti i tessuti dell’organismo, compresi i tessuti cerebrali. La gravità dell’immunodepressione causata dal virus nell’organismo ospite dipende sia dalla virulenza del ceppo virale che dalle condizioni di salute generale dell’organismo.

Se la risposta immunitaria è buona, si può arrivare alla guarigione o a forme cliniche silenti che sono molto difficilmente riconoscibili. Se la risposta immunitaria non è adeguata, il virus del cimurro provoca la morte. La sintomatologia della forma acuta sistemica comprende depressione, anoressia, febbre, fotofobia, scolo oculo nasale con muco purulento, diarrea, polmonite, linfopenia.

Nella forma nervosa associata abbiamo convulsioni sempre più gravi, una forma nervosa cerebellare, con instabilità e incapacità di coordinamento, una forma nervosa spinale, con paralisi e/o paresi, fotofobia, lesioni alla retina e al nervo ottico, ipercinesi, movimenti tonico clonici che possono poi persistere anche in soggetti in fase di convalescenza.

Nella forma nervosa pura, si hanno encefaliti e infezioni sub cliniche difficilmente diagnosticabili.

Tutte le forme comportano lesioni: atrofia del timo, polmonite interstiziale, broncopolmonite, dermatite pustolosa, necrosi dei tessuti linfoidi.

A seconda del decorso più o meno rapido, si svilupperanno sintomi diversi a carico del sistema nervoso centrale. Dalla meningite non purulenta, ai manicotti perivascolari, a placche sclerotiche nella sostanza bianca e grigia corticale.

I cani infetti devono essere mantenuti nel più stretto isolamento, onte evitare di diffondere il contagio. Per diagnosticare il cimurro solitamente va valutata la sintomatologia, ma esistono anche testi che possono essere fatti per accertarsi della presenza della malattia, tuttavia anche questi test non sono infallibili, perché possono insorgere delle interferenze da parte di medicinali o possono presentare valori negativi anche se la malattia è in corso, quindi nel caso in cui i sintomi sono evidenti e persistenti è meglio ripetere il test in un secondo momento.

Per quanto riguarda la cura del cimurro, non esiste una vera e propria terapia, piuttosto si interviene sostenendo tramite appropriati farmaci, gli organi compromessi dagli effetti del virus. I farmaci solitamente prescritti nella cura del cimurro sono prima di tutto antibiotici, che servono a prevenire e curare infezioni secondarie, poi c’è la fluidoterapia che va però dosata con parsimonia soprattutto se il cane presenta il fegato danneggiato.

Una corretta somministrazione di vitamine del tipo A, B, e C aiuta sicuramente la terapia, poi ci sono gli antiemetici, antidiarroici che servono a placare i sintomi della diarrea e in fine nel caso in cui il cane manifesti crisi neurologiche è necessario il trattamento con farmaci anticonvulsivanti.

Ovviamente sono bandite le cure fai da te, alle prime avvisaglie bisogna immediatamente rivolgersi al proprio medico veterinario di fiducia in modo che possa valutare le condizioni del cane e stabilire la terapia più appropriata.

La prevenzione del cimurro consiste in effetti nelle vaccinazioni.

Quindi, la vaccinazione rimane il solo modo per proteggerli contro questa grave malattia. Essa è molto efficace e non pericolosa.

Il vaccino viene preparato su colture cellulari a partire da virus vivi modificati.

Tutti i veterinari conoscono l’importanza del vaccino contro il cimurro, e lo praticano, visto che la malattia era stata debellata, ma a causa dell’aumento di popolazioni animali recettive come i furetti e alla movimentazione di animali (non ci sono obblighi di legge per il cimurro, a differenza della rabbia) sta tornando in modo prepotente.

Come per ogni altro vaccino, non si può effettuare prima dei due mesi di vita del cane perché il cucciolo ha ancora gli anticorpi della madre che sono protettivi, attaccherebbero loro il virus e il suo sistema immunitario non “imparerebbe nulla”, che poi è lo scopo del vaccino: imparare a combattere il virus.

In ogni caso, vista la gravità delle manifestazioni è uno dei primi vaccini che si fanno, e fa parte delle quattro vaccinazioni dette “obbligatorie” per il cane (obbligo morale, però, non legale, eh!

Di obblighi legali c’è solo la rabbia, e nemmeno sempre), insieme alla leptospirosi, all’epatite infettiva e alla gastroenterite infettiva o parvovirosi del cane.

Una volta effettuata la prima vaccinazione si fa un richiamo un mese dopo, per rafforzare l’immunità, quindi ne può essere fatto un altro qualche mese dopo: questo dipende dal veterinario da cui lo portiamo, che conosce bene la zona e quindi la prevalenza della malattia (se ci sono animali selvatici recettivi è più probabile che il cane la prenda).

Per cui è importante, relativamente al vaccino:

  • Portare il cane da un veterinario vicino alla zona in cui viviamo. È inutile portarlo da Milano a Roma perché c’è il luminare di turno, se viviamo a Milano i vaccini li deve fare un veterinario di Milano che conosce il problema a Milano.
  • Se il veterinario dice una cosa è quella. Se il cimurro nella vostra zona non c’è, un richiamo basta. Se c’è, bisogna farne anche uno a tre mesi, poi uno a un anno, poi ogni tre anni, perché prima o poi comunque il cane ci entrerà in contatto, vanno fatti perché deve essere preparato.

Motivo per cui se siamo in una zona in cui il cimurro è diffuso bisogna vaccinare, c’è poco da fare, e non fare di testa nostra. Del resto le manifestazioni del cimurro le abbiamo dette, e non è che siano così simpatiche.

È sempre bene ricordare, poi, la possibilità dell’esaurimento vaccinale. Perché il fatto che il vaccino sia preparato con virus vivi attenuati (cioè tramortiti) non significa necessariamente che questi siano stati tramortiti tutti allo stesso modo.

Se io (casa farmaceutica) lo tramortisco male, quello è più vitale e il sistema immunitario farà più fatica a combatterlo, quindi il vaccino copre anche per sei anni; se è tramortito bene combatterlo sarà facile per il sistema immunitario che si dimenticherà presto di lui, e bisogna vaccinare più frequentemente.

Insomma, da questo punto di vista bisogna seguire molto precisamente il consiglio del veterinario perché se il cane lo prende, il cimurro, nonostante quanto abbiamo scritto sopra (cioè che le terapie esistono) non è detto che si salvi la vita.

La mortalità rimane sempre e comunque alta.

E se io non so se il mio cane è stato vaccinato? È una cosa che potrebbe succedere, se il cane è un trovatello o ce lo hanno regalato ed era già grande.

Semplicemente, in questo caso si va dal veterinario, quello “di carne” (e non quello di Cani.it, che è sì bravissimo ma non ha il cane davanti!) e si chiede se il cane è stato vaccinato.

Il veterinario lo scoprirà con un semplice test, simile al test di gravidanza, che se diventa blu significa che il cane è stato vaccinato, se non lo diventa significa o che non lo è stato o che è finita l’immunità.

In ogni caso si può rivaccinare, anche se il cane avesse 10 anni.

Queste indicazioni sul vaccino sono essenziali, perché ad oggi la vaccinazione è l’unico modo efficace per la prevenzione del cimurro, oltre ovviamente al mancato contatto che, però, non può mai essere garantito: non sottovalutatelo, perché di cimurro i cani... muoiono.

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