Infiammazione delle arterie nei cani

Infiammazione delle arterie nei cani

In questo articolo parleremo di una sindrome piuttosto rara nei cani, la poliarterite giovanile, che consiste nell’infiammazione delle arterie.

Verranno elencati dettagli sulla malattia, i sintomi che si manifestano nel cane, cause, diagnosi e trattamento.

La “sindrome del dolore del Beagle”

La poliarterite giovanile è una malattia sistemica, che colpisce, cioè, più apparati ed organi del corpo.

Questa sindrome è di origine apparentemente genetica e colpisce solo determinate razze canine.

Una di queste è il Beagle: la poliarterite fu scoperta proprio analizzando esemplari di questa razza, motivo per cui i veterinari la conoscono anche con il nome di “sindrome del dolore del Beagle”.

Fra le altre razze canine geneticamente predisposte a questa infiammazione delle arterie troviamo il Boxer ed il Bovaro del Bernese.

Una malattia rara

Questa sindrome provoca l’infiammazione di una o più arterie simultaneamente, finendo per causare irritazioni o infezioni anche dei vasi sanguigni dei tessuti in prossimità del collo, nonché del cuore.

Si tratta di una malattia decisamente rara, ma proprio la sua rarità, nonché i sintomi che verranno elencati, facilmente confondibili con quelli di altre malattie, rendono difficile la diagnosi anche ad un veterinario navigato.

Anche la nomenclatura della poliarterite è confusa ed incerta: la stessa malattia è conosciuta come vasculite necrotizzante, meningite suppurativa asettica, meningite cortico – reattiva e arterite – meningite steroido reattiva (abbreviato SRMA).

Sintomi dell’infiammazione

I sintomi dell’infiammazione delle arterie vanno e vengono e sembrano gli stessi di una grave infezione batterica: febbre alta, dolori articolari e tremori involontari.

Proprio una diagnosi sbagliata fa commettere ai veterinari l’errore di prescrivere un antibiotico al cane, ma non trattandosi di un’infezione vera e propria, il medicinale non può avere alcun effetto.

Per questo motivo sarebbe saggio consultare più di un veterinario qualora il vostro cane dovesse presentare uno o più dei seguenti sintomi:

  • Dolore al collo
  • Rigidità dei muscoli del collo
  • Incapacità di sollevare la testa verso l’alto
  • Schiena insolitamente curvata
  • Tremori
  • Letargia
  • Il cane emette dei brontolii quando viene sollevato da terra
  • Spasmi muscolari (specialmente nelle zampe anteriori e nel collo)
  • Febbre alta
  • Mancanza di appetito
  • Riluttanza a muoversi

La malattia si presenta nei cani predisposti fra i 6 ed i 18 mesi di vita, motivo per cui è conosciuta come poliarterite giovanile, ma il range si può ampliare fino ai 7 anni di età.

Un cucciolo che soffre di infiammazione delle arterie mostrerà di provare dolore quando gli verrà aperta la bocca e si sentirà riluttante ad abbaiare. I sintomi potrebbero sparire nel giro di qualche giorno, per poi ritornare di solito pochi mesi più tardi.

Un padrone responsabile, in presenza di questi segnali, non deve abbassare la guardia quando spariscono.

Cause dell’infiammazione delle arterie nei cani

Come abbiamo accennato, la poliarterite giovanile è probabilmente una malattia genetica; si pensa che sia genetica perché colpisce solo determinate razze, ma la ricerca non ha ancora chiarito del tutto il dilemma.

I ricercatori medici sospettano che si tratti anche di una malattia auto-immune, che prenda piede cioè da una reazione eccessiva del sistema immunitario ad alcune sostanze.

Diagnosi

Purtroppo non esiste alcun test capace di stabilire con certezza se il cane è colpito da SRMA o meno.

Il veterinario è costretto ad effettuare una diagnosi basandosi sui sintomi e sui risultati di un accurato esame fisico, nonché di analisi del liquor e del sangue.

Queste analisi servono ad escludere la presenza di altre malattie che presentano sintomi simili, come la meningite batterica, il tumore spinale o l’ernia del disco di una vertebra cervicale.

I raggi X non permettono di vedere una vasculite necrotizzante in corso, per cui le radiografie si rivelano inutili.

Uno dei metodi più efficaci per determinare con certezza se il cane è colpito da questa malattia è la rachicentesi, ossia la puntura lombare.

L’analisi del liquido cefalorachidiano che viene estratto dalla spina dorsale del cane sarà utile a capire la verità.

Dalle analisi del sangue di un cane malato risultano alcune anormalità: anemia e globuli bianchi in eccesso.

Trattamento della malattia

Una volta che l’infiammazione delle arterie nel cane è stata confermata, il veterinario prescrive una cura a base di corticosteroidi.

Viene indicato il prednisone, un farmaco anti-infiammatorio ed immunosoppressivo molto simile al cortisone: il dosaggio in questo caso è molto più alto rispetto a quello consigliato per semplici infiammazioni.

Il cane che inizia questo ciclo di cure tende a mostrare nel giro di pochi giorni i primi segni di miglioramento, ma anche quando i sintomi sono cessati e la malattia sembra essere stata scongiurata, possono presentarsi della ricadute improvvise.

Continuare la terapia per un periodo di tempo più lungo (i veterinari consigliano cure a base di prednisone dalla durata di 6 mesi circa) può debellare per sempre la malattia nel vostro cane.

Nelle fasi finali del trattamento il dosaggio viene gradualmente ridotto, finché non si trova la quantità giusta di farmaco sufficiente a tenere sotto controllo i sintomi della malattia.

Se i sintomi tornano anche dopo la fine di un trattamento di lunga durata, il veterinario dovrà prescrivervi ancora un’altra terapia a base di prednisone finché la poliarterite non avrà cessato di tormentare il vostro cane.

Prendersi cura di un cane ammalato di poliarterite

Se il vostro cane sta iniziando o proseguendo la sua terapia a base di corticosteroidi e sta debellando la malattia, dovrete fare attenzione ad alcune cose.

È opportuno sapere che fra gli effetti collaterali del prednisone e di altri corticosteroidi ci sono la ritenzione idrica ed un forte aumento della sete.

Il cane sentirà frequentemente il bisogno di urinare, per cui dovrete armarvi di pazienza e portarlo a fare pipì molto spesso: potrebbe non farne molta, ma lo stimolo lo avrà lo stesso.

Muoversi gli procurerà dolore, soprattutto nei primi giorni successivi all’inizio della terapia, per cui lasciategli uno spazio in casa in cui possa stare da solo a riposarsi, possibilmente lontano dai bambini e dagli altri animali, finché i dolori non spariranno.

Consultatevi frequentemente col veterinario e quando i sintomi saranno scomparsi chiedetegli cosa fare: il pericolo di ricadute è sempre dietro l’angolo.

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