Comando vieni

Comando vieni

Dopo il “No!”, il comando “Vieni!” è sicuramente quello che più serve per la gestione del proprio cane.

Per insegnare al nostro cane il comando Vieni, dobbiamo innanzitutto evitare di cadere in alcuni errori che si rivelerebbero assolutamente controproducenti.

Il primo è quello di chiamare il nostro cane… e poi se non viene, andare noi da lui. In questo modo, non faremo altro che rafforzare il suo comportamento negativo. Ricordiamoci quindi di chiamarlo quando abbiamo tutto il tempo necessario per attendere che lui risponda.

Ricordiamo la prima regola nella educazione del nostro cane: la pazienza. Il secondo errore è la diretta conseguenza della nostra mancanza di pazienza: cercare di chiamarlo e poi lasciare che non venga da noi e andarcene, rafforzerà il suo comportamento sbagliato.

Anche se, appena ci voltiamo e ce ne andiamo, il nostro cane dovesse seguirci, questo non è una corretta risposta al comando vieni: il nostro cane assocerà la nostra partenza al venire da noi, e non il comando “Vieni!” che a questo punto non avrà più importanza.

Il terzo errore è quello di chiamare il nostro cane per insegnargli il comando Vieni! quando è impegnato in qualcosa di particolarmente piacevole. Quando insegniamo un comando, dovremo avere cura di eliminare tutte le possibili distrazioni.

Potremo sicuramente chiamare il nostro cane, impegnato in una attività qualunque, una volta che avrà imparato a rispondere al comando, ma in fase di educazione dobbiamo evitare le distrazioni.

Anzi: se il nostro cane è particolarmente vivace o se siamo usciti da poco ed ha voglia di giocare, è sempre bene rimandare la sessione di educazione a dopo. Facciamolo correre e giocare, poi quando sarà fisicamente meno “brioso” iniziamo la sessione di educazione.

Il comando Vieni a differenza di altri comandi deve essere eseguito preferibilmente in un luogo chiuso. Le prime volte, mettiamo il cane al guinzaglio, allungandolo al massimo. Usiamo un guinzaglio da addestramento e non un allungabile: insegneremo così al nostro cane quale è la lunghezza di quella che, a tutti gli effetti, deve diventare per lui una estensione del nostro braccio.

Passeggiare con il cane al guinzaglio, dovrà essere come passeggiare tenendo un bambino per mano e gli allungabili creano confusione oltre ad essere meno sicuri.

Quando il cane è lontano da noi, della lunghezze del guinzaglio aperto, diciamo con voce ferma “Vieni!”. appena il cane viene verso di noi, allunghiamo la mano e premiamolo con un bocconcino. Non usiamo il bocconcino per attirarlo: prendiamolo quando il cane si avvia verso di noi, per premiare il suo comportamento corretto.

Quando avrà capito cosa significa “Vieni”, possiamo passare a fare lo stesso esercizio senza bisogno di guinzaglio. In questo modo potremo allungare la distanza fra noi ed il cane.

Possiamo anche associare un gesto al comando, come battere la mano sulla coscia, ma ricordiamoci di usare sempre lo stesso gesto e di usarlo solo per quel comando. Mano a mano che il cane impara, possiamo allungare la distanza fra noi e lui e chiamarlo anche da lontano, ricordiamoci in questa fase che dobbiamo essere in un ambiente chiuso, come un’area di sgambamento, e che dobbiamo essere da soli con il nostro cane.

Quando avrà imparato ed eseguirà correttamente il comando ogni volta che lo chiamiamo, possiamo cominciare a diradare il premio fino, poco alla volta e per gradi, ad eliminarlo del tutto.

Non dovremo però mai eliminare del tutto la nostra approvazione: al bocconcino associamo sempre un complimento “Bravo Vieni!”, che poi prenderà definitivamente il posto del premio in cibo.

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