Obedience

Obedience

Gli appassionati di cani avranno sentito parlare di obedience. Il termine inglese indica oggi una vera e propria disciplina tecnica legata al mondo degli animali.

È nata negli anni ’60, in Gran Bretagna, dove indicava una serie di esercizi base per insegnare l'’obbedienza al cane.

L'’Obedience è stata introdotta in Europa e poi anche in Italia, a partire dal 1997, dove indica una disciplina seria e precisa che deve essere svolta con la massima positività e intesa tra padrone e cane.

Nel nostro Paese questa tecnica è particolarmente diffusa tanto che è stato sviluppato un regolamento che, a breve, entrerà in vigore.

Questo sistema di regole è basato su quattro classi: i debuttanti, la numero uno, la due e la classe elite o internazionale.

Il cane potrà passare da una classe a quella successiva se sarà in grado di svolgere esercizi più difficili e se l’esecuzione sarà più precisa.

L’'Obedience è diventata una vera e propria competizione con le gare anche se, non ha perso l'’obiettivo principale, cioè quello di approfondire il rapporto tra uomo e animale.

Per questo motivo l'’obedience conserva l’'aspetto amatoriale che riguarda il divertimento tra le due parti coinvolte, prima dell’'aspetto agonistico. Tale disciplina è quindi formata da un set di esercizi precisi.

Il primo per ogni classe è sempre la cosiddetta condotta perché la prima cosa su cui si punta è l’'attenzione e concentrazione del cane. Infatti, la condotta sta alla base, è la prima cosa che il cane deve apprendere e consiste in un esercizio semplice.

Può avvenire con o senza guinzaglio e consiste nel far stare il cane alla sinistra del conduttore, con la testa più o meno all’'altezza delle sue ginocchia, l’'animale non dovrà intralciare il percorso di chi gli sta a fianco, mantenendo la giusta distanza.

La condotta è un esercizio molto naturale, che può essere utile nella vita quotidiana quindi anche il conduttore dovrà mostrarsi rilassato.

Il cane dovrà mostrare un atteggiamento positivo nello svolgere la condotta, infatti, nelle gare, si tende a premiare l'’animale più gioioso e sveglio nello svolgimento dell’'esercizio.

In Italia, nella classe debuttanti e classe uno, la condotta si svolge così: due svolte sulla destra, due sulla sinistra poi due dietrofront ed una fermata, il tutto con o senza guinzaglio e a passo normale.

La classe due, a passo normale, si svolge senza il guinzaglio e prevede l’aggiunta di un passo corsa, a destra e sinistra e dietrofront.

Altri Paesi hanno adottato delle misure diverse rispetto all’Italia, per esempio in Norvegia, è prevista direttamente la classe 1, le distanze degli esercizi sono brevi e le svolte sono in numero minore.

In Svizzera invece, esiste la classe debuttanti ma, non viene usato il guinzaglio perché si ritiene non appartenga fino in fondo a tale disciplina.

La condotta della classe 3 prevede: due svolte a destra, due a sinistra, due dietrofront poi due fermate a pass normale e lento, eseguiti su tre velocità. In questo caso, l'’esercizio può durare anche 3 minuti d’'orologio ed è quindi faticoso per il cane.

La preparazione all’'obedience dev’essere costante ed è preferibile impostarla sul gioco, in modo che il cane acquisisca la mentalità dell'’allegria, che sta alla base di questa disciplina.

Il cane dovrà allenarsi molto sull’attenzione da prestare al conduttore, se l'’animale è distratto tenderà infatti a commettere più errori e ad essere meno pulito nell'’esecuzione degli esercizi.

È importante abituare il cane a vivere la condotta come un insieme di esercizi dove ogni singola parte ha il suo valore.

La valutazione della condotta considera come il cane cammina in linea retta, come è in grado di svoltare, a quale distanza è in grado di stare rispetto a chi conduce gli esercizi.

È meglio seguire quindi la tipica preparazione nordica che prevede la non meccanicizzazione degli esercizi, conviene, infatti, insegnare al cane a svolgere le varie parti singolarmente e metterle insieme in gara.

In tal modo si evita che l’animale sappia già prevedere quale esercizio venga dopo e magari anticipi le indicazioni del padrone mostrandosi poco entusiasta e impreciso.

Un altro esercizio che fa parte dell’'Obedience è il riporto, che consiste nel lanciare qualcosa affinché il cane la riporti indietro.

È una pratica molto comune ma, anch’'essa deve essere svolto nel modo corretto.

Infatti, il cane dovrebbe svolgere il riporto in modo piuttosto veloce sia quando va a prendere l'’oggetto che quando torna.

È importante che il cane svolga l'’esercizio trasportando l’oggetto saldamente senza farlo cadere mai.

Altro particolare è che l’animale non deve masticare ciò che gli viene mandato. Il cane deve riportare l’oggetto in questione, che di solito è un legnetto, in posizione detta “di base”, vicino ai piedi del padrone.

Mano mano che si prosegue con la tecnica dell'’Obedience anche la difficoltà degli esercizi aumenta e cambia il modo di tenere l'’oggetto, il salto, la discriminazione olfattiva e così via.

I riporti più consistenti sono quelli dalla classe uno in poi perché di solito viene lanciato un oggetto di legno oppure qualcosa di personale e il cane dovrà affrontare percorsi più articolati, per esempio con salto.

La classe tre prevede, invece, il riporto con qualcosa in metallo oppure il riporto direttivo.

Cane e padrone si sistemano di fronte ad un cono a una certa distanza e tre oggetti vengono disposti ad ulteriore distanza in fila tra loro.

Il peso degli oggetti posizionati in terra, che dovranno essere raccolti dal cane, varia in base al peso del cane.

Il riporto può essere caratterizzato anche dalla discriminazione olfattiva che consiste nel restituire al padrone un oggetto in mezzo ad un gruppo.

Il legnetto viene dato in precedenza al padrone, il quale lo lancerà solo al momento in cui gli viene data indicazione da parte del giudice.

Si fa in modo che il conduttore non sia a conoscenza di quale sia l’'oggetto da tirare, in modo da non favorire nessuno.

Non va dimenticato che il cane deve svolgere da solo tutti gli esercizi e qualsiasi aiuto declasserà il suo punteggio in fase di gara.

Se l’'animale prende o comunque mette in bocca il legnetto sbagliato tra i tanti disposti, riduce il suo punteggio.

Questa breve descrizione dell’'obedience consente di farsi un'’idea su com’è articolata questa disciplina e su quali siano i modi corretti nello svolgerla.

È bene quindi fare un periodo di allenamento con il proprio cane, sviluppare una sintonia che consenta ad entrambi di godere del momento insieme.

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