La sindrome del cucciolo nuotatore

La sindrome del cucciolo nuotatore

La “sindrome del nuotatore” che consiste nella presenza di una formazione fisica molto particolare e sproporzionata: zampe corte e torace possente.

Questa è un’'anomalia che si manifesta durante lo sviluppo del piccolo e di cui non ne sono ancora state accertate le effettive cause.

Ci sono però appunto delle teorie che dicono che probabilmente il cucciolo sia affetto da questa sindrome perché ha uno sviluppo muscolare non particolarmente veloce oppure perché in lui sono presenti delle alterazioni riguardanti la sua sinapsi neurologica e muscolare.

Nonostante le cause siano solo basate su teorie non accertate, si può confermare la presenza della sindrome del nuotatore, da alcuni sintomi presenti addirittura dai primi giorni di vita del piccolo cagnolino. In altri casi solo a partire dal primo mese.

Ma come ci si accorge della sindrome del cucciolo nuotatore?

Semplice. Il cucciolo avrà delle difficoltà motorie, sarà particolarmente debole (nonostante la normale e corretta alimentazione) e avrà seri problemi nel mantenersi in equilibrio.  

Questo purtroppo farà capire che, la parte finale del suo scheletro, non è in grado di sostenere il peso del cucciolo e ne conseguirà un visibile schiacciamento dell’'addome.

La sindrome del nuotatore, porta questo nome riferendosi al modo in cui il cane si muove, che sembrano gli stessi che adotterebbe per nuotare.

Non avrà problemi a livello neurologico ma, per quanto riguarda il fisico, si potranno sviluppare ulteriori difetti e ne potranno conseguire patologie gravi come ad esempio la polmonite.

Questi cuccioli hanno ovviamente bisogno di tanto affetto ed attenzioni che gli permetteranno di vivere al meglio il decorso di questa sindrome.

Per rendere più facili (e meno faticosi) i loro movimenti è consigliabile posizionare, nell'’ambiente in cui vivono, materassi e/o tappeti ricoperti con paglia, materiali spugnosi o carta.

I piccoli cuccioli affetti dalla sindrome del nuotatore, andrebbero inoltre portati a passeggiare all’'aperto due volte in una giornata, preferibilmente posizionando dei tappeti anche fuori ed è bene far sì che non stiano troppo nella stessa posizione.

Un altro piccolo aiuto potrebbe essere far loro dei massaggi nella parte in cui lo scheletro non è in grado di sorreggere il peso del corpo impedendo anche alle zampe di aprirsi correttamente.

Anche in questi casi, considerando che ancora gli studi non hanno portato a molto, è consigliabile non far accoppiare i cani affetti dalla sindrome del nuotatore, dato che ancora non si è certi dell'’ereditarietà di essa.

Commenti

Devi effettuare il login per visualizzare questa sezione.