Insegnare al cane a rifiutare un'esca avvelenata

Insegnare al cane a rifiutare un\'esca avvelenata

L'apprendimento del rifiuto di esca è abbastanza laborioso e va riservato a quei cani che vivono in giardino e sono quindi esposti alle iniziative delinquenziali di malintenzionati o di vicini di casa, che gli offrono bocconi avvelenati, per sbarazzarsi di un animale importuno e rumoroso.


Quando iniziare l'addestramento?

Si tratta di un comportamento che va insegnato verso i dieci, dodici mesi, quando l'animale ha compreso quali siano gli orari dei pasti ed ha già imparato ad obbedire agli altri ordini.


I metodi di insegnamento sono parecchi, ma tutti richiedono il rispetto di alcune regole fondamentali:

  • non date mai cibo al vostro cane al di fuori dei pasti;
  • non offritegli mai del cibo quando siete a tavola ( e questa regola è fondamentale anche per la vostra tranquillità personale)
  • non consentite mai a nessuno dei parenti o degli invitati di dare bocconi al vostro cane;
  • date da mangiare al cane sempre alle stesse ore, nella stessa ciotola e nello stesso posto;
  • non dategli da mangiare in mano;
  • non permettetegli di raccogliere cibo durante le passeggiate;

Dopo aver acquisito queste buone abitudini, si può passare all'insegnamento del rifiuto dell'esca.

Vi serve l'aiuto di una persona sicura di sé, che il cane non conosce.

Questa persona dovrà lanciare o offrire al cane dei bocconi che gli risultino sgradevoli : bocconi di carne ricchi di pepe, senape forte o peperoncino, bocconi che avvolgono un palloncino che scoppierà sotto i denti, o bocconi fissati ad un elastico che gli scatterà sul muso, nel momento in cui cercherà di prenderli.

O ancora legare il boccone a barattoli di conserva vuoti, che gli cadranno addosso nel momento in cui lo afferra. O gettargli addosso senza farsi vedere, della ghiaia o dell'acqua.


Evitare il più possibile sia l'uso delle mani per colpire l'animale che si impossessa dell'esca, sia l'uso di collari elettrici che, per quanto a basso voltaggio, non si sa bene quali ripercussioni possano avere sul carattere dell'animale.


Quando il cane si avvicinerà all'esca, dovete dirgli con forza ‘non toccare!'. E gli esercizi dovranno continuare finché l'animale non capirà che deve obbedire.

In seguito sarà opportuno riprendere di tanto in tanto l'esercizio, per ravvivare il ricordo dell'animale su questo preciso comportamento.

E' inutile ricordare che la razione di cibo del cane deve essere sufficiente a non fargli sentire la fame al di fuori dell'ora dei pasti.

Consigli utili per iniziare l'educazione

  • Scegliete un luogo tranquillo, dove non ci siano distrazioni;
  • Ponetevi all'opera con animo tranquillo e create un'atmosfera distesa e calorosa. Se siete ansiosi, lo sarà anche il vostro cane.

  • Cominciate con sedute di cinque minuti, protraendole poco per volta. Un cucciolo è come un bambino: la sua attenzione è limitata nel tempo;
  • Intervallate gli esercizi con il gioco : è il miglior modo per mostrare al cane che siete contenti di lui;
  • Non abbiate mai fretta e assicuratevi che il cane abbia imparato bene un comando, prima di passare al successivo;
  • Ripetete di tanto in tanto gli esercizi, anche in luoghi diversi. Ma tutto questo non deve diventare ossessivo, deve essere soltanto utile.

Curiosità sull'esca avvelenate

Non in Italia, ma in alcuni Paesi, il rifiuto di esca costituisce una prova di gara, che si svolge secondo regole precise.
Il giudice sceglie i posti in cui posizionare sei esche di natura diversa e che siano abbastanza grosse da essere visibili. Il cane deve compiere il percorso senza mai raccogliere né leccare nessuna di queste esche.


Successivamente il cane, accucciato ed in assenza del padrone, dovrà rifiutare quattro esche lanciate da una persona posta a tre metri di distanza. Il cane non deve né afferrare, né leccare, né mangiare né impadronirsi delle esche.

Alla fine delle prove il padrone richiama al piede il proprio cane.

Altro metodo

Esca avvelenata per cani

Non possiamo insegnare al nostro cane a rifiutare un’esca avvelenata perché non possiamo noi stessi sapere se qualcosa è stato avvelenato: quello che dobbiamo fare è insegnare al nostro cane a non mangiare nulla che si trovi a terra, ma ad attendere sempre il nostro arrivo e, eventualmente, a mangiare dalle nostre mani.

Per insegnargli a fare questo avremo bisogno di uno spazio in cui sistemare, via via, piccoli bocconi di cibo che non siano dello stesso tipo usato di solito come bocconcino per fare educazione.

A questo proposito, ricordiamo che se durante una sessione di educazione il premio dovesse cadere a terra, dobbiamo subito dare un altro bocconcino al nostro cane e raccogliere quello da terra per impedirgli di mangiare.

Possiamo insegnare al cane a non mangiare nulla da terra anche facendo esercizi in casa: dobbiamo solo sistemarci in modo che, fuori o dentro casa poco importa, noi siamo in grado di vedere lui ma lui non sa di essere controllato. Eseguiamo questi esercizi dopo il pasto, quando il cane sarà meno famelico.

Ovviamente, il nostro cane deve già ben conoscere il significato della parola “No!” e rispettarlo sempre.

Procediamo quindi a sistemare, non visti, un boccone di cibo senza toccarlo con le nostre mani per non lasciare sul cibo il nostro odore: dobbiamo insegnargli a rifiutare il cibo sconosciuto, non il cibo che noi abbiamo preso in mano.

L’ideale sarebbe farci aiutare da una persona sconosciuta, che potrebbe posizionare, mentre il cane non lo vede, un boccone di cibo nei pressi del cancello, dalla parte interna, ma questo è solitamente difficile da fare, quindi semplicemente non tocchiamo il cibo con le mani o con oggetti che abbiamo preso in mano.

Dopo avere sistemato, non visti, il boccone in una zona in cui sappiamo che il cane passerà, attendiamo e controlliamo il cane: non appena ci accorgiamo che ha annusato il boccone, fermiamolo con un No! secco e chiamiamolo verso di noi, premiandolo con il suo bocconcino preferito e con molte lodi.

Ripetiamo molte volte questo esercizio, posizionando il cibo in punti diversi, fino a che il cane, appena annusato il boccone, non verrà da noi a cercarci: premiamolo sempre quando viene da noi e andiamo sempre, con lui, a prendere e buttare il boccone di cibo “avvelenato”.

Dopo averlo buttato, premiamolo di nuovo. Pian piano, potremo verificare i frutti della nostra educazione facendo cadere appositamente bocconi di cibo dal tavolo o dalla cucina: se dobbiamo ancora bloccarlo con un No! significa che resta ancora del lavoro da fare.

Se il cane si siede, ci guarda ed attende il nostro permesso per mangiare il cibo, possiamo raccogliere il bocconcino, fingere di studiarlo, poi darlo al nostro amico.

Quello che deve imparare è non mangiare mai niente di quello che si trova a terra: se stiamo insegnandogli a non mangiare da terra, non possiamo poi ridere e lasciargli mangiare il pezzo di pane casualmente caduto sotto il tavolo.

Non possiamo pretendere che da terra si mangi solo se al sicuro, perché non siamo in grado di spiegare al nostro amico che a volte quel che si trova a terra non è affatto sicuro ma nasconde pericoli.

Inutile anche fare la distinzione fra “fuori” e “dentro” casa: un malintenzionato può lanciare un boccone dalla finestra, dal balcone, dai piani superiori: in quel caso il boccone sarebbe in un luogo considerato “sicuro” ed il nostro cane lo mangerebbe. Dobbiamo invece insegnargli a non mangiare nulla da terra.

comunicato ufficiale - Bocconi avvelenati

Esche avvelenate: pubblicata in G.U. l'ordinanza del Sottosegretario Martini

E’ stata pubblicata ieri in  Gazzetta Ufficiale l’Ordinanza sul divieto di utilizzo o di detenzione di esche o di bocconi avvelenati che proroga ed integra  quella precedentemente emanata il 18 dicembre 2008, aumentandone l’efficacia.

L’uso di esche avvelenate o contenenti vetri, metalli o altri materiali pericolosi colpisce infatti indiscriminatamente la fauna domestica e selvatica e può costituire un grave pericolo anche per le persone, in particolare per i bambini, e per l’ambiente.

In merito il Sottosegretario alla Salute On.le Francesca Martini ha dichiarato:.

“Il deplorevole fenomeno dello spargimento sul territorio di esche avvelenate rappresenta un reato ed un problema drammatico di enorme pericolosità non solo per gli animali da compagnia e selvatici, ma anche per le persone. Si tratta di una pratica illegale frutto di barbarie e inciviltà. Per questo dobbiamo mantenere alta l’attenzione e l’Ordinanza che ho ulteriormente integrato va in questa direzione. Ricordo infatti come questa preveda, in caso di reperimento di esche o bocconi avvelenati, l’obbligo di denuncia all’autorità  giudiziaria da parte di proprietari e veterinari, nonché della segnalazione al Sindaco che dovrà provvedere a bonificare le zone infette, allo scopo di prevenire i rischi diretti per la salute dell’uomo e degli animali nonché quelli derivanti dalla contaminazione ambientale. Ricordo che ho messo a disposizione della popolazione e delle amministrazioni locali gli Istituti Zooprofilattici al fine della esecuzione di analisi ed accertamenti di spoglie animali e resti per venire incontro a situazioni che, oltre a comportare trauma e dolore indicibile per i proprietari di animali, fino ad ora precludevano anche spese economiche per coloro che decidevano di approfondire la questione.”

Data di pubblicazione: 11 febbraio 2010, ultimo aggiornamento 29 settembre 2011 - fonte: ministero della salute

Commenti 1

  • Maria Fiore : Articolo ben fatto, ho capito che mi devo armare di pazienza
    29/01/2015 19:25
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