Dichiarazione dei redditi: gli acquisti su Cani.it sono detraibili!

Dichiarazione dei redditi: gli acquisti su Cani.it sono detraibili!

Quando arriva la primavera, insieme agli alberi in fiore e alle zanzare che portano la filaria ai cani, arriva anche quella simpatica iniziativa dello Stato Italiano che è la dichiarazione dei redditi.

Non è una cosa molto piacevole, ma purtroppo va fatta, e purtroppo bisogna pagare le tasse (dico purtroppo perché penso a chi con le tasse ci si fa lo stipendio, e viene da piangere…).

Chi segue le domande lo avrà capito che chi scrive è Valerio, veterinario di Cani.it, per chiarire una questione che spesso viene chiesta dai proprietari in questo periodo: le spese veterinarie si possono detrarre/scaricare dalle tasse?

La risposta, una volta tanto è buona, ed è si.

Non solo si possono detrarre, entro un certo limite, ma sono anche separate, cioè non si accumulano, alle spese per la salute umana: questo significa che se avete affrontato delle spese per la salute del cane, e le avete affrontate per forza, avrete un certo grado di respiro sulle tasse.

Quanto si può scaricare?

Prima di gioire, partite dal presupposto che non si può scaricare moltissimo.

La quota che si può scaricare dalle tasse annuali, ogni anno, è il 19% proprio come le spese sanitarie umane, senza differenza.

Quello che cambia è il tetto massimo da cui si può scaricare: al massimo, dovete aver speso 387,34 euro per poter scaricare il 19% dalle tasse.

Se avete speso di più, scaricherete comunque il 19% del tetto massimo, ovvero all’incirca 70 euro.

C’è anche un tetto minimo, che è di 129,11 euro, per cui se avete speso meno di questa cifra in un anno non potete scaricare, in generale, le spese veterinarie.

Comunque, risparmiare 70 euro di tasse non è che fa schifo a nessuno, per cui vale la pena portare le ricevute del vostro veterinario dal commercialista (o comunque tenerle, se utilizzate il 730 precompilato) per poter usufruire di questa agevolazione.

Cosa si può scaricare?

La parte più interessante, che spiega anche che si possono scaricare alcuni acquisti fatti su Cani.it, sullo shop, è che cosa si può scaricare come spesa veterinaria: ovviamente, il gioco o le forbicine per il pelo non possono essere scaricate dalle tasse, ma le visite veterinarie, i medicinali e alcuni tipi di mangimi si.

Tra i medicinali c’è anche qualcosa che non vi aspettate.

  • Visita veterinaria: tutto ciò che viene fatturato dal veterinario si può scaricare dalle tasse. Qui è compresa la visita, le prestazioni come l’operazione chirurgica, piccoli interventi, e poi tutte le analisi, quindi analisi del sangue, delle feci, analisi istologiche e quant’altro: la ricevuta veterinaria, in generale, si può scaricare completamente, indipendentemente da che cosa avete fatto dal veterinario, e questo è un bene.
  • I farmaci: come sapete bene, i farmaci non si comprano dal veterinario ma in farmacia, e anche lì è possibile scaricare i farmaci veterinari. Non ci sarebbe bisogno della ricetta, già il fatto che ci sia la ricevuta che mostra che un farmaco è per uso veterinario (basta controllare un qualsiasi informatore farmaceutico) è sufficiente a dimostrare che quella è, a tutti gli effetti, una spesa veterinaria. Comunque serbate sempre anche la ricetta, se possibile (dipende dalle ricette) perché è un documento in più che evita che la vostra richiesta di detrazione non sia accettata per quella spesa (se lo scontrino, ad esempio, è impreciso).
  • I farmaci che non si comprano in farmacia: a questi non ci pensa mai nessuno, ma gli antiparassitari (Advantix, Frontline, Scalibor) sono a tutti gli effetti dei farmaci, inquadrati dalla normativa come farmaci, anche se si danno sulla cute e non si danno da mangiare al cane. Motivo per cui, se ne avete acquistati (e ne avete acquistati) sono scaricabili. A patto, però, di avere la ricevuta che indichi che li avete acquistati voi. In altre parole, lo scontrino fiscale che vi fanno nei negozi di animali non è valido per scaricare l’antiparassitario, mentre lo scontrino online si, perché si indica anche nome, cognome e dati di chi ha effettuato l’acquisto. L’Agenzia delle Entrate lo chiama “scontrino parlante”, e permette di identificare che l’acquisto lo avete fatto effettivamente voi. Questo vale, ovviamente, anche per i farmaci veterinari acquistati online con la differenza che gli altri farmaci vanno acquistati su siti di farmacie online, che facciano riferimento alle farmacie “offilne”, e non si possono acquistare da negozi generici non gestiti da un farmacista.
  • Mangimi terapeutici: in questo caso la questione non è ben chiara, ma se si acquista un mangime per cani con patologie (diabete, insufficienza renale ecc.) è possibile scaricare anche questo acquisto come spesa veterinaria. In questo caso, però, oltre allo “scontrino parlante” è necessario anche avere la ricetta veterinaria che prescrive, come terapia, l’utilizzo di quel preciso tipo di mangime: senza ricetta, insomma, non si può scaricare comunque.

Queste tipologie di detrazioni sono molto interessanti, soprattutto perché alcune delle spese veterinarie in questione le fanno tutti, ad esempio quelle dell’antiparassitario, e visto che si può riprendere qualcosa da queste spese perché non farlo?

La cosa importante da ricordare è che quando effettuate un acquisto questo deve essere sempre segnato e la sua documentazione conservata, esattamente come le ricevute che vi fa il medico veterinario durante le visite, perché sono importanti.

Se ancora non avete fatto, quest’anno, la dichiarazione dei redditi, ricordate quindi di includere anche queste spese, per alleggerire, anche se in minima parte, il carico di imposte che sarete chiamati a pagare.

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