Cibi fritti

  • Tossicità : (Grave con pericolo di morte)
  • Dose tossica : Media
  • Effetto : Lunghissimo termine
  • Molecole tossiche : Lipidi

Dove si trova

Anche parlando di uomo, sappiamo bene che il fritto non fa bene alla salute. Per “cibi fritti” si intendono quei cibi cotti in una sostanza lipidica ad alte temperature, e la sostanza lipidica può essere sia vegetale (olio) che animale (burro, strutto).

I cani, come noi, possono digerire i grassi ma devono anche poterli smaltire per evitare l’accumulo; se non fanno abbastanza movimento, rischiano di diventare grassi ed avere tutti i problemi derivanti dalla sovrabbondanza dei grassi nell’organismo.

Tutti i cibi fritti, per definizione, contengono molti grassi, e se sono fritti in modo non ottimale (situazione rara) possono contenere sostanze tossiche, neoplastiche, come l’acroleina.

Inoltre, in un cane bisogna pensare non solo al “cibo fritto” in sé ma anche a che cosa è stato fritto: se è stato fritto un alimento già pericoloso per il cane per altri motivi (come la cipolla) gli effetti tossici sono cumulativi.

 

Che cosa fa

L’effetto tossico del fritto non si manifesta subito, ma nel corso del tempo ed è causato dall’accumulo di grassi nell’organismo. I grassi della frittura sono generalmente grassi insaturi, per cui creano meno accumulo nei vasi sanguigni rispetto ai grassi di origine animale forniti a temperatura ambiente, ma si accumulano comunque nell’organismo: questo espone il cane al rischio di pancreatite acuta.

La pancreatite, l’infiammazione del pancreas, si manifesta quando vengono ingeriti troppi cibi ricchi di grasso, anche se non fritti; la richiesta di lipasi pancreatica, l’enzima che digerisce i grassi, è molto alta in questi casi e questo fa sì che ne venga prodotta molta; tuttavia le cellule stesse che la producono sono fatte di grasso, e la sovrapproduzione può portare all’autodigestione del pancreas, e alla digestione degli altri organi interni, in una situazione (che nonostante si accumuli da anni) è improvvisa e molto dolorosa per il cane.

 

Cosa fare e prognosi

Le situazioni drastiche dovute all’accumulo di lipidi nell’organismo del cane sono rare, e soprattutto sono dovute ad accumulo nel corso dei mesi, se non degli anni; se una volta il cane ha mangiato una patatina fritta non succede nulla, ma è la somministrazione continuativa a dare problemi.

Questa situazione si può evitare non somministrando fritto all’animale e cercando di fargli smaltire quello che ha mangiato attraverso l’attività fisica (passeggiate, aree di sgambatura) affinché non ingrassi ed eviti qualsiasi problema relativo all’accumulo lipidico.

Nel caso della pancreatite acuta, il cane starà malissimo, soffrirà, urlerà e assumerà un tipico atteggiamento a “preghiera di musulmano” (è la definizione più corretta, perché come un credente musulmano in preghiera il cane sta con le zampe anteriori allungate e il bacino in alto, cercando di alleviare il dolore).

C’è bisogno immediatamente dell’intervento veterinario perché è una situazione che potrebbe portare a morte rapidamente, ed è molto difficile da curare per cui la prognosi è sempre riservata.

Prima di arrivare a questa situazione, tuttavia, si può agire evitando i cibi fritti e comunque grassi e spingendo il cane a fare movimento, così da evitare qualsiasi problema futuro, anche grave.

Fonte:
Ettinger S., Feldman E., Textbook of Veterinary Internal Medicine: Diseases of the Dog and Cat, Hardcover, 2000

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