Malattie trasmissibili tra cane e gatto: ecco quali sono

Malattie trasmissibili tra cane e gatto: ecco quali sono

Il cane e il gatto sono due specie animali diverse tra loro, e la differenza (in linea di massima) che c’è tra un cane e un gatto non è diversa da quella che intercorre tra uomo e cane.

Questo è particolarmente vero dal punto di vista delle malattie, perché come la maggior parte delle malattie del cane non si trasmettono all’uomo, la maggior parte delle malattie del gatto non si trasmettono al cane e viceversa, la maggior parte delle malattie del gatto non si trasmettono al cane.

Ci sono però delle eccezioni: una delle più famose è la tigna del gatto, che può prendere anche il cane e la possiamo prendere anche noi; ce ne sono però anche altre, tra cui la rabbia, ma anche la leishmaniosi e la filariosi (anche se nel gatto sono più rare che nel cane) e la toxoplasmosi, che è una malattia tipica del gatto (ben conosciuta dalle donne in gravidanza) che può prendere anche il cane così come l’uomo. Ci sono poi diverse altre malattie causate da parassiti.

In questo articolo cercheremo di capire quali sono queste malattie, come si possono trasmettere da cane a gatto o viceversa e a cosa fare per prevenire la trasmissione tra le due specie.

Comunque sia, da veterinario (Dott. Valerio Guiggi), posso dirvi di non preoccuparvi: la maggior parte di queste non sono gravi, e nella maggior parte dei casi basta fare attenzione.

La Tigna

Iniziamo dalla Tigna, malattia della pelle causata dal fungo Microsporum canis che può contagiare in modo crociato cane, gatto e anche l’uomo.

Non è pericolosa, ma è pruriginosa e davvero difficile da eliminare da tutte le specie, per cui se un animale è ammalato sarebbe opportuno isolarlo dagli altri fin quando la situazione non è rientrata, ovviamente applicando il trattamento prescritto dal veterinario per eliminarla. È una delle situazioni più fastidiose che il proprietario di cani e gatti può trovarsi ad affrontare, ed è ancora peggiore se in casa ci sono dei bambini.

La leishmaniosi e la filariosi

Leishmania infantum e Dirofilaria immitis sono due parassiti molto problematici del cane, che possono essere trasmessi anche al gatto. Il contagio non è diretto, nel senso che per passare tra gli animali sono necessari i vettori, cioè rispettivamente il flebotomo e la zanzara, per i due parassiti.

Questi parassiti però non attecchiscono bene nel gatto come nel cane, per cui se nel cane la Leishmania è un problema grave nel gatto, dagli anni ’80, abbiamo solo 10 casi registrati in Italia.

Per prevenire la trasmissione di questi due patogeni è sufficiente fornire sia al cane che al gatto l’antiparassitario esterno che impedisca che entrambi possano prendere le due malattie.

Pulci e zecche

È esperienza comune che le pulci e le zecche colpiscono senza grandi differenze sia il cane che il gatto, e sono pericolose per entrambe. Se qualcuno ha entrambi gli animali il contagio è altamente probabile, per cui (specialmente nel caso delle pulci) sarebbe bene isolare l’animale che ne soffre per evitare che si possano passare all’altro.

Per le pulci il contagio è velocissimo, mentre per le zecche è molto più lento, ma attenzione: le zecche devono essere bruciate dopo averle rimosse dal cane o dal gatto, altrimenti le uova si schiudono e le nuove nate possono attaccare entrambi.

Per le pulci, è bene ricordare che anche il Dipylidium caninum, la “tenia del cane”, la prendono sia il cane che il gatto, ed è una delle conseguenze peggiori dell’infestazione da pulci. Per cui, come prima, sempre dare l’antiparassitario esterno.

Gli acari

Anche gli acari si possono trasmettere da cane e gatto, e specialmente il Sarcoptes scabiei, l’agente patogeno della scabbia, è molto contagioso, ma anche gli altri non sono da meno.

Le lesioni da acari sono particolarmente evidenti soprattutto a causa del prurito che c’è quando sono presenti (scavano nella pelle!), per cui bisogna fare molta attenzione, e possibilmente isolare il gatto dal cane (e dagli altri animali, e dai bambini) fin quando il problema non si è risolto, altrimenti gli acari possono trasmettersi per contatto.

I parassiti intestinali

I parassiti intestinali sono diversi, e tra questi ci sono alcuni ascaridi, il Dipylidium di cui abbiamo già parlato, gli strongili (questi sono tutti vermi) e la fastidiosissima Giardia.

Il ciclo di trasmissione di questi parassiti è solitamente oro-fecale, quindi l’animale lo prende dalle feci di un altro, indipendentemente se si tratti dei cani o dei gatti. È però più facile che il cane, con l’abitudine che ha di leccare tutto, li possa prendere dal gatto che viceversa.

In questo caso è quindi essenziale la corretta gestione delle feci: infatti, se il cane defeca sempre fuori casa (dove il gatto non arriva, quindi magari mentre passeggia) e il gatto usa la lettiera messa in un posto inaccessibile al cane, si riesce ad evitare il contagio tranquillamente.

Imprescindibile è invece la sverminazione (magari di entrambi, per sicurezza) e il trattamento contro la Giardia, nel caso il problema sia quello.

La Toxoplasmosi

La Toxoplasmosi è una malattia tipicamente legata al gatto, che però nel gatto (solitamente) è asintomatica, quindi rappresenta un pericolo per il cane ma, in linea di massima, non viceversa.

Il problema della Toxoplasmosi del gatto passata al cane è lo stesso della Toxoplasmosi del gatto passata ad una donna in gravidanza: si rischia l’aborto, in questo caso dei cuccioli.

Per cui, se si ha un gatto in casa è molto importante prestare estrema attenzione alla gestione delle feci (la Toxoplasmosi si contrae quando le feci del gatto seccano, dopo almeno 48 ore da quando sono state emesse, si parla di sporulazione).

La lettiera deve essere svuotata più volte al giorno, possibilmente due, e se possibile bisogna cambiare più spesso la sabbia, per i 60 giorni circa di durata della gravidanza del cane.

Per cani che non sono in gravidanza, invece, il problema non c’è, nemmeno se poi hanno una gravidanza successiva.

La rabbia

E terminiamo con la rabbia, l’ultima malattia che si può trasmettere da cane a gatto (solitamente). È l’unica malattia virale che si trasmette tra le due specie, perché le altre malattie virali (comprese la Parvovirosi canina e felina, anche se hanno lo stesso nome) sono specie-specifiche e non si possono trasmettere tra i due animali.

La rabbia, al contrario, interessa qualunque mammifero, uomo compreso, per cui è potenzialmente pericolosa.

Questo paragrafo è però puramente indicativo, perché la rabbia in Italia non c’è dagli anni ’60 (salvo un caso nel 2012, prontamente gestito dalle autorità sanitarie a causa del pericolo per l’uomo), per cui siamo abbastanza tranquilli.

Può essere invece rischiosa per chi si sposta all’estero in paesi in cui la rabbia c’è, ma comunque nel caso in cui un animale la dovesse contrarre sarà probabilmente prevista la soppressione. Insomma, una situazione con cui è meglio non avere a che fare…

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