10 leggende terrificanti sui cani

10 leggende terrificanti sui cani

Si sa che il cane ha un progenitore selvatico, il lupo. E che tante caratteristiche dei nostri amati compagni siano ancora fortemente legate alle loro origini, dalla più piccola delle abitudini, come quella di girare su se stessi prima di dormire, a quella di segnare il territorio con la loro urina.

I cani sono stati utilizzati per migliaia di anni dall’uomo, per i più svariati motivi, di sicuro fra questi spiccano la caccia e la guardia personale o del bestiame vario.

In questi casi l’uomo fa affidamento proprio sul suo lato più selvaggio e primordiale.

Ma non tutti i cani hanno un padrone, almeno uno degno di essere chiamato tale, per cui spesso capita di sentire storie su cani randagi che aggrediscono le persone.

Ecco proprio questo lato del carattere dei cani ha ispirato diverse leggende terrificanti, che arrivano proprio da tutte le parti del mondo.

In questo articolo sono elencate le 10 leggende terrificanti sui cani, noterete di sicuro che anche se i luoghi cambiano alcune di queste storie hanno dei particolari che li accomunano.

Come gli occhi ardenti delle creature, come il fatto che agiscano di notte e che alcuni di loro siano frutto della crudeltà umana. Proprio dell’essere umano che a volte ama e altre teme.

Tutti questi particolari simili infondo, denotano quali siano le paure più profonde e comuni dell’uomo: paura dell’oscurità, intesa come quella dentro lui sia come quella della notte senza luna né stelle, e della natura selvaggia sia umana che animale che inevitabilmente si cela in entrambi.

1. Inugami

Cane Inugami

Nella mitologia giapponese ci sono i kami cioè un insieme di spiriti, c’è ne sono davvero tantissimi differenti, l’Inugami (Cane Divino) è uno di loro ed è appartenente alla classe degli Shikigami.

L’Imugami è davvero uno dei più terribili kami che ci siano, sono infatti dei cani che vengono in genere creati per scopi violenti, per una vendetta o anche solo come guardiani dei Inugami-mochi (che sono “Coloro che hanno un cane-dio come un animale domestico”). Secondo il mito giapponese, la cerimonia per evocare un Inugami è complessa e molto crudele.

Quando vengono generati però diventano degli esseri indipendenti, e spesso la leggenda vuole che questi si rivoltino contro i propri “padroni” (anche perché ricordano il brutale rituale di creazione), oppure che non usino i loro poteri per gli scopi per i quali erano stati chiamati.

E possono anche abbandonare il loro corpo come kami, per una possessione spiritica, e quindi impadronirsi del corpo di un essere umano ed utilizzarlo come burattino per far commettere omicidi o torturare.

Gli inugami-mochi che controllano degli Inugami, saranno ricchi e potenti, ma in compenso evitati dalla società.

2. Moddey Dhoo

Cane Moddey Dhoo

Sull’Isola di Man, c’è una leggenda che narra di un cane nero che si aggira nei dintorni del Castello di Peel. La gente crede che chiunque lo veda, muore proprio poco dopo l’incontro, questo cane è il Moddey Dhoo (o Mauthe Doog).

Anni fa sull’sola all’interno del castello, fu trovata una tomba senza nome, all’interno di questa sono state trovate delle enormi ossa di cane. Alcuni ritengono che quelle ossa appartengano al Moddey Dhoo, un enorme spaniel dal manto nero che si dice infesti il castello di notte.

Le guardie infatti andavano a fare i turni in coppia, così che nessuno rischiasse mai di essere catturato dal Moddey Dhoo.

La leggenda vuole che nel 1670, una delle guardie si ubriacò e decise di andare di notte a fare il giro, e chiudere le porte del castello da solo. Le altre guardie all’improvviso sentirono un forte rumore e suoni di una lotta, però nessuno andò a vedere cosa stava realmente succedendo perché erano troppo spaventati.

Dopo che era passato un po’ di tempo, la guardia entrò nella stanza dove c’erano le altre guardie, stordito e barcollante. Non disse una parola e infine morì dopo tre giorni.

3. Huay Chivo

Cane Huay Chivo

La leggenda Maya che spaventa gli abitanti della penisola dello Yucatán, è quella di una bestia, il Huay Chivo.

Secondo i Maya, questa creatura a dir poco terrificante ha le sembianze di un essere meta bestia e metà uomo, con occhi di un rosso ardente, frutto di un accordo tra uno stregone con il diavolo.

Una stregone, dopo aver bevuto sangue di capra, può diventare un Huay Chivo, questo viene descritto come un essere con forme di cane o capra, o un mix dei due, a volte anche di un cervo.

Quando si avvicina, non si vede ma si riesce a percepire chiaramente che è vicino, perché improvvisamente l’aria diviene fredda, e si sente un forte odore sgradevole come di immondizia in decomposizione.

Arriva alle spalle delle persone, non gli fa del male fino a che questi non lo guardino. Sembra sia solito depredare il bestiame, tanto che recentemente è stato associato con il più famoso chupacabras.

La leggenda del Huay Chivo ha delle caratteristiche in comune con il Nahual, che è molto più diffuso in altre parti del Centro America. Nella religione popolare mesoamericana il Nahual o Nagual è un umano che riesce, tramite dei poteri, a trasformasi in un animale, in diversi tipi tra cui anche il cane.

Questo è una strega che in forma canina (o di altri animali) si nutre di bestiame.

In una storia si racconta che una famiglia di un agricoltore, trascorse tutta la notte nascosti e rannicchiati per la paura, sentendo le urla delle loro capre per tutta la notte, secondo questa storia i poveri animali erano stati attaccati da un Nahual.

La mattina dopo trovarono le capre dissanguate e ridotte a brandelli.

4. Cù Sìth

cane Cu Sìth

La leggenda del Cù Sìth è il mito di un segugio enorme che vive tra le rocce nelle Highlands scozzesi e vaga per le brughiere e gli altopiani.

È grande quanto un vitello e il mantello è di color verde scuro (a volte bianco), i denti sono enormi ed affilati come quelli di un rasoio, e le sue zampe sono più grandi delle mani umane.

Insomma, una descrizione davvero terrificante, ma quello che più lo caratterizza è il fatto che sia un raccoglitore di anime per l’aldilà, un presagio di morte. Nella leggenda se una persona viene uccisa dal Cù Sìth si soffre in questa vita e anche nell’altra.

Questa creatura, come tanti altri mostri leggendari, esce a cacciare di notte e emette tre forti ululati, e dai racconti si dice che si ha la possibilità di salvarsi fino a che non emette il terzo urlo. Se le persone dopo questo non si mettono in salvo, da classico essere spaventoso quale è, appare proprio dietro alle loro spalle e li uccide.

In altre storie, con delle varianti, il Cù Sìth è un oscuro seguace della fate che abitano nelle Highlands.

Secondo queste storie le fate li mandano a rapire le madri che stanno ancora allattando, le portano nelle dimore delle fate, nelle colline, dove lavoreranno per il resto della vita allattando i bambini delle fate.

5. Failinis

cane failinis

Il Failinis o Fail Inis è un cane dagli straordinari poteri, appartenente alla mitologia irlandese.

Questo cane lo troviamo in diverse storie e ballate, lo troviamo nel racconto Il destino dei figli di Tuireann.

Qui Lugh, la divinità Sommo Re, che punisce i bambini (quelli menzionati nel titolo) per aver ucciso il loro padre.

Li manda in missione per recuperare degli “oggetti” magici, una di questi è proprio il cane Failinis, questo appartiene al re di Ioruiadhe ed è così potente da battere qualsiasi bestia selvaggia. I bambini alla fine completano la ricerca e Lugh diventa maestro del cane.

Ed è proprio quella l’ultima volta in cui si parla di Failinis nella storia di Il destino dei figli di Tuireann.

Se ne parla di nuovo in una ballata che si svolge cinquant’anni dopo la storia precedentemente citata, il cane (forse perché immortale) è ancora vivo ed è in possesso dei tre viaggiatori.

Failinis si illumina di notte, uccide qualsiasi animale sul suo cammino e trasforma l’acqua fresca di sorgente in idromele o vino quando la tocca. Uccide molti uomini su ordine dei suoi padroni, questo cane mitologico è una vera e propria macchina per uccidere.

6. Teju Jagua

cane teju jagua

La lingua Guaraní fino a qualche tempo fa non aveva una forma scritta, quindi come succede in questi casi le tradizioni e le leggende sono tramandate verbalmente. Quindi ovviamente i racconti variano a seconda della zona , però una terrificante leggenda ha raggiunto tutti i Guaraní rimanendo quasi la stessa.

Teju Jagua è un dio lucertola con sette teste di cane e occhi di fuoco, figlio di Tau (spirito maligno) e Kerana figlia di Marangatu. Tau si innamorò della bella Kerana e tentò in tutti i modi di rapirla, ostacolato da Angatupyry (spirito della bontà), con lui ebbe una lotta durata sette giorni e sette notti, una classica lotta tra bene e male, che alla fine vede sconfitto Tau.

Ma il malvagio spirito non si diede per visto e alla fine riuscì a rapire Kerana e con lei ebbe sette figli, tutti maledetti dalla dea Arasy, perché Tau aveva violentato Kerana.

Furono così condannati ad avere un aspetto deforme e mostruoso, ed uno dei sette figli è proprio Teju Jagua che per la sua particolare forma e le sette teste ha difficoltà muoversi (qualcuno dice anche che aveva un’unica grande testa che comunque non facilitava i movimenti).

Teju Jagua è il più mostruoso tra i fratelli, ma vive in un bel bosco pieno di alberi da frutto, infatti lui si nutre proprio di frutta e suo fratello Yasy Yateré gli da del miele che è il suo cibo preferito.

Da un lato della foresta dove vive vi è una collina magica dove scorrono dei fiumi di miele. Lui custodisce questo posto con la sua ferocia. Le sue teste possono vedere in tutte le direzioni, e gli occhi sparano fuoco. Si dice che anche solo guardandolo si rimane ciechi e che quando ruggisce la terra tremi.

È considerato il signore delle grotte e il protettore della frutta. E anche protettore dei tesori, infatti la sua pelle è divenuta lucida per averla sfregata nell’oro e nelle pietre preziose d’Itapé.

7. Cadejo Nero

cane cadejo nero

Il Cadejo è un cane che troviamo nelle leggende della regione Mesoamerica, sono spiriti dalla forma canina. La leggenda vuole che ci siano due tipi opposti: il Cadejo bianco, il Cadejo nero.

I Cadejos bianco sono in genere degli spiriti buoni, mentre i Cadejos neri sono il loro opposto, spiriti malvagi. Entrambi però compaiono per i viaggiatori la notte: il bianco li aiuta proteggendoli dai pericoli che incontrano durante il viaggio, il nero invece (visto talvolta come la reincarnazione del diavolo), per ucciderli.

Hanno l’aspetto di un enorme cane dal pelo ispido (le dimensioni cambiano a seconda delle storie raccontate nelle varie regioni Mesoamericane), ardenti occhi rossi e zampe caprine.

Secondo le leggende, quindi, il Cadejo bianco è uno spirito utile e protettore, il Cadejo nero invece è il suo esatto opposto, lui attende nelle tenebre senza luna le sue vittime di passaggio e li coglie alle spalle per rubare loro l’anima. Il nero si nasconde spesso nei cimiteri e nei vicoli scuri, ha un odore caratteristico, un misto di urina e zolfo bruciato.

Non possono essere uccisi, la protezione contro questi esseri arriva proprio dal Cadejo bianco che contrasta i piani malvagi e terrificanti dei neri.

Una storia narra di un inquietante Cadejo nero che seguì un uomo ubriaco che si dirigeva verso casa di notte. L’uomo ubriaco nel tragitto venne attaccato da alcuni ladri, però il Cadejo saltò nella mischia e uccise brutalmente i ladri.

L’uomo ubriaco suppose che il cane fosse lì per proteggerlo, quindi si avviò verso casa con il Cadejo al seguito, solo per essere poi ucciso da questo proprio sulla porta di casa sua.

8. Panhu

Cane Panhu

Una leggenda del popolo Yao, che vive sulle montagne del sud-ovest della Cina, narra la storia di Panhu, il progenitore della loro razza.

La storia ha inizio con la moglie dell’imperatore che si lamentava di un forte mal di orecchio, quando il medico lo controllò, vi trovò un verme d’oro dietro il timpano, dove aveva vissuto rannicchiato.

Il verme fu ovviamente tolto dall’orecchio della mogli dell’imperatore e messo sotto una zucca, lì crebbe e divenne un feroce cane con i baffi di un drago. Il cane Panhu divenne l’animale domestico dell’imperatore.

Gli anni passarono e l’imperatore si trovò le sue terre invase da un signore della guerra straniero. Combatté il più a lungo possibile ma le orde del signore della guerra non smisero di avanzare e di massacrare il suo popolo.

Arrivato a questo punto l’imperatore in difficoltà, mise una taglia: a colui che gli avesse portato la testa mozzata del signore della guerra sarebbe stato ricompensato con la mano di suo figlia.

Ma anche se la ragazza era bellissima, tutto ciò non poté competere con l’orribile reputazione del signore della guerra, così, purtroppo la generosa offerta dell’imperatore di dare sua figlia in sposa non venne accolta da nessuno.

Alla fine, Panhu partì verso il campo nemico, e dopo essere passato attraverso ondate di difensori, ritornò a casa vittorioso, tra le sue fauci aveva la testa mozzata del signore della guerra.

Della fine di questa storia ci sono due versioni diverse. Secondo la prima versione, la più strana e bestiale, la principessa sposò il cane e si trasferì con lui sulle colline, dove vissero e dove ebbero una dozzina di figli.

Nel’altra versione invece, Panhu disse all’imperatore di metterlo sotto un’enorme campana per sette giorni, trascorsi i quali ne sarebbe uscito mutato in uomo. L’imperatore così fece, però il sesto giorno, la principessa andò a sollevare la campana e scoprì che Panhu non si era trasformato del tutto, infatti il corpo era quello di un uomo ma la testa era ancora quella di un cane.

Così la principessa sposò comunque la chimera Panhu e continuò la discendenza della casata Yao.

9. Black Shuck

Cane black shuck

La leggenda anglosassone del Black Shuck (Old Shuck, Old Shock o semplicemente Shuck), narra di un mostruoso e spettrale cane nero che infesta la costa e le campagne dell’East Anglia, nel Norfolk, Suffolk, nelle paludi del Cambridgeshire e nell’Essex.

Gli inglesi, per secoli hanno raccontato le storie sul Black Shuck e lo descrivono come un enorme cane nero (le dimensioni variano da storia a storia a volte sembra avere le dimensioni di un vitello altre di un cavallo).

Possiede degli enormi e malvagi occhi fiammeggianti, anche se in alcune storie ha un solo occhio, in genere sono di colore rosso o verde.

A volte lo descrivono come un essere senza testa, altre volte come se il suo corpo “galleggiasse” su di un tappeto di nebbia. Nei secoli si è più volte reincarnato, i luoghi che di solito infesta sono: la costa, i cimiteri, i crocevia, i pozzi d’acqua o foreste oscure.

Anche se le sue origini sono oscure, si dice che il Black Shuck prima di diventare questo mostro terrificante era un cane che apparteneva a un uomo, quest’ultimo fini morto per annegamento nelle paludi di Suffolk County.

Lo spirito dell’uomo annegato non trovò pace, così la sua anima tormentata si impossessò dell’essere vivente più vicino, cioè il suo fedele cane Shuck che era rimasto seduto vicino alle sponde della palude, in attesa che il suo amato padrone riemergesse.

Il cane crebbe fino a diventare enorme, alimentato dal male.

I suo occhi divennero come fiamme rosse e i suoi ululati si sentono echeggiare nelle brughiere di notte, quando la nebbia è fitta.

Mentre quando abbaia i brividi percorrono la schiena. Un’unica cosa però non si sentirà, il rumore dei suoi passi felpati mentre si insinua silenziosamente alle spalle delle persone.

10. Adlet

Cane Adlet

Nella mitologia Inuit, la tribù degli Adlet sono delle creature con delle particolari caratteristiche fisiche, la parte inferiore del corpo ha sembianze di un cane, mentre quella superiore di un essere umano.

Questi esseri feroci si aggirano di notte, e prendono le persone che si allontanano dai paesi. Vengono indicati come cannibali per via della loro metà del corpo umana.

La leggenda vuole che queste terrificanti creature abbiano avuto una nascita strana quanto le loro sembianze. Infatti la storia parla di una giovane ragazza Inuit che viveva con suo padre, questa si era rifiutata di sposare qualsiasi uomo del suo villaggio.

Però alla fine, sposò un cane, insieme ebbero ben dieci figli: cinque di questi erano dei semplici cani, mentre gli altri cinque erano delle bestie metà uomini e metà cani, i cinque Adlet originali.

Non riuscivano però a sfamare tutti i loro figli, quindi, tale responsabilità cadde sul padre della ragazza, questo decise di trasferire tutta la famiglia su una piccola isola dicendo al padre-cane di nuotare fino a riva ogni giorno per avere del cibo.

Ma il padre dalla ragazza aveva un piano subdolo in mente, quando il cane venne per prendere il cibo, lui gli riempì due secchi di pietre al posto della carne. Il cane tentò di lottare sotto a quel peso gravoso, purtroppo però non ce la fece ed infine annegò.

Quando la ragazza scoprì il piano ordito dal padre, ordinò ai suoi figli di mangiargli mani e piedi, poi temendo per loro li mandò via.

Gli Adlet divennero una tribù che si nascondeva, braccata dall’uomo ma allo stesso tempo collegata a lui per la natura metà umana.

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