Come fare se il cane ha paura dei tuoni

Come fare se il cane ha paura dei tuoni

La paura dei tuoni è una delle fobie più comuni nei cani, e può manifestarsi a vari livelli, infatti le reazioni possono essere disparate e andare dalla semplice inquietudine, fino ad arrivare alla fuga ecc.

Le origini di questa fobia, secondo gli studiosi, sono recondite e risalirebbero addirittura al periodo dell’allattamento, in cui la mamma essendo molto sensibile ai rumori, trasmetterebbe questa paura ai cuccioli.

Ma la paura dei tuoni, o comunque quella dei forti rumori può nascere anche da traumi subiti in altri periodi della vita del cane, per cui esso associa il frastuono di un tuono o di un petardo ad una brutta esperienza vissuta.

Per quanto riguarda il primo caso, purtroppo le “terapie” per risolvere questa fobia sono quasi nulle, in quanto questa paura si è ormai insediata profondamente nella psiche del cane e riuscire ad eliminarla è un compito molto difficile che porterà quasi sicuramente al fallimento.

Nel secondo caso, invece, le cose sono ben differenti e il recupero del cani è da considerarsi possibile. Per tale scopo si può utilizzare la così detta “pratica dell’allergia”.

La suddetta pratica consiste nel distrarre il cane da un determinato stimolo esterno, attirando la sua attenzione, per trasformare un riflesso condizionato negativo in uno nuovo positivo e adeguato.

Per adottare questa pratica dobbiamo agire proprio quando si sta per verificare un bel temporale, iniziando a giocare con il nostro cane, premiandolo e facendolo divertire.

In questo modo agiremo sui famosi riflessi condizionati, che come sappiamo influenzano parte del comportamento canino. Facendo come descritto il cane non assocerà più il frastuono dei toni ad un evento spiacevole che lo induca all’inquietudine o alla fuga, ma ad un evento piacevole come appunto il gioco, l’affetto del padrone e via dicendo.

La cosa essenziale in questi casi è munirsi di molta pazienza e non demordere ai primi fallimenti, perché il recupero potrà essere più o meno lento in base all’entità del trauma, al carattere e all’età del cane.

Quando questo espediente non basta, si può ricorrere anche ad altre soluzioni, come quella di inibire tutte le possibilità e gli spazi di fuga al cane. Per far sì che questa pratica funzioni correttamente è però essenziale che il cane abbia molta fiducia nel padrone e che quindi il rapporto tra i due sia stabile.

  • Bisogna procedere impedendo fisicamente al cane l’accesso ad ogni rifugio, senza premiarlo o coccolarlo, in quanto questo gesto potrebbe essere frainteso e recepito come un premio alla sua reazione.
     
  • Bisogna invece restare calmi e sedersi vicino al cane, magari cercando solo il semplice contatto fisico.

Lo scopo fondamentale è quello di infondere fiducia, facendogli comprendere che essendo noi i capibranco, è con noi che deve sentirsi al sicuro, cercando quindi in noi la protezione di cui necessita in questi momenti.

Nel caso in cui ci risulti difficile fare ciò durante un vero temporale, o comunque se non vogliamo per forza aspettare quest’ultimo, possiamo anche simulare la situazione, producendo rumori simili ai tuoni.

In questo caso è essenziale che la situazione sia quanto più possibile simile a quella originale, infatti non dobbiamo assolutamente far vedere al cane che siamo noi, o altre persone a produrre i rumori.

Il massimo sarebbe registrare i tuoni, oppure cercare dei file audio in rete, riproducendoli poi con delle casse.

In questo modo potremo gestire questo “addestramento” in modo più pratico, cercando però di non esagerare, rischiando quindi di stressare il cane.

Anche questo è un cambiamento, e come sempre, i cambiamenti vanno affrontati in modo graduale, senza sottoporre il nostro amico a inutili pressioni che rischiano di sortire un effetto deleterio.

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