Cibo per gatti

  • Tossicità : (Grave con pericolo di morte)
  • Dose tossica : Bassa
  • Effetto : Lunghissimo termine
  • Molecole tossiche : Proteine

Dove si trova

I cibi per gatti sono tutti, se vengono consumati di continuo, dannosi per un cane. Il problema sta nella formulazione intrinseca di questi mangimi: cani e gatti sono due animali diversi, e hanno fabbisogni diversi; in particolare il gatto ha un fabbisogno proteico (e anche minerale) molto più alto rispetto al cane.

Questo significa che se un cane mangia cibo per gatti assumerà un buon 30% in più delle proteine necessarie ai suoi fabbisogni, e questo (che potrebbe anzi sembrare un bene) non è buono: il fegato, l’organo preposto all’elaborazione delle catene proteiche, farà più fatica ad elaborarle e questo significa, nel lungo periodo, che avrà problemi dovuti al troppo lavoro.

Perché l’assunzione eccezionale di cibo per gatti da parte del cane non da alcun problema, mentre quella continuativa nel lungo periodo ne darà.

 

Che cosa fa

L’effetto dannoso del cibo per gatti è essenzialmente un troppo lavoro da parte del fegato, che usurerà gli epatociti (le cellule del fegato) più velocemente del normale. Nel fegato, infatti, esiste un ciclo continuo di nascita e morte delle cellule, dove le nuove vanno a sostituirsi alle vecchie; una cellula sottoposta a troppo lavoro, come la digestione delle proteine in più, morirà prima di quanto dovrebbe.

Se la morte cellulare non è compensata a sua volta dalla nascita di altre cellule, rischia di espandersi più velocemente il tessuto (generalmente finissimo) che si trova tra cellula e cellula, il tessuto connettivo; questo occuperà lo spazio in cui dovrebbero nascere gli epatociti che, conseguentemente, saranno sempre meno. E visto che il tessuto connettivo serve solo per riempire lo spazio, insomma non lavora, con meno epatociti le funzioni epatiche diminuiranno, in una condizione chiamata fibrosi epatica, se più grave cirrosi epatica.

I sintomi sono dimagrimento, feci decolorate, problemi di coagulazione, vomito, ascite (presenza di liquido in addome, che diventa “a botte”) e malassorbimento delle sostanze nutritive che alla lunga può portare anche alla morte dell’animale.

 

Cosa fare e prognosi

Purtroppo, le situazioni di fibrosi e cirrosi sono irreversibili, quindi dopo che il tessuto connettivo ha occupato lo spazio degli epatociti non c’è modo di riprenderlo: si può solo evitare che la situazione peggiori.

La prima regola è quella di non fornire mai alimenti del gatto al cane, che tra l’altro li trova migliori dei suoi (sono più saporiti); un buon modo è quello di mettere la ciotola del gatto in alto, così che il cane non possa raggiungerla.

Purtroppo, quando si vedono i sintomi significa che il fegato sta già soffrendo; a questo punto è importante comunque andare da un veterinario, che formulerà una dieta apposita per non “appesantire” ulteriormente il fegato, evitando il peggioramento dei sintomi.

La prognosi, se si è raggiunta la fase sintomatica, è favorevole (nel senso che la morte del cane non sarà immediata) ma se contravverremo alle indicazioni veterinarie la situazione potrebbe peggiorare ulteriormente, unita al fatto che i cani più colpiti sono gli anziani (il cui metabolismo già non è ottimale). Se il fegato perde la maggior parte della funzionalità, non ci sono terapie attualmente conosciute per curarlo, se non il trapianto.

Fonte:
Ettinger S., Feldman E., Textbook of Veterinary Internal Medicine: Diseases of the Dog and Cat, Hardcover, 2000

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