Cani salvano superstiti in Nepal, prima erano randagi

Cani salvano superstiti in Nepal, prima erano randagi

Il terremoto che recentemente ha colpito il Nepal ha lasciato una spaventosa scia di vittime; molte sono le organizzazioni mobilitate per prestare soccorso alla popolazione, tra di loro anche squadre di soccorso canino che hanno già salvato numerosi feriti dalle macerie.

Cani addestrati per il soccorso dei superstiti

I cani sono da lungo tempo impiegati per i salvataggi, infatti, grazie al loro olfatto potentissimo sono in grado di scovare i feriti sotto le valanghe o tra le macerie, come nel caso del terribile cataclisma che ha devastato il Nepal. È incredibile come i nostri amici a quattro zampe si confermino sempre più come nostri grandi alleati anche in ambiti così delicati e importanti come i soccorso umanitario.

L’esempio lampante dell’eroismo di questi cani è Stetson che insieme al suo conduttore, il pompiere californiano Andrew Olvera, fa parte del team che ha salvato l’adolescente Pemba Tamang dalle macerie in cui era imprigionato da ben cinque giorni. Notizia questa, che ha fatto il giro del mondo ed è stata accolta con un “pianto di gioia” dal team della  Search Dog Foundation, come ha detto tramite Twitter, Janet Reineck l’addestratrice di Stetson e di altri cinque cani attualmente impiegati nei soccorsi in Nepal.

Janet Reineck ha spiegato che i sei cani presenti in Nepal sono addestrati a trovare i superstiti durante le catastrofi, indipendentemente dal fatto che siano coscienti o meno, ed è quello che stanno facendo in Nepal, nonostante i pericoli dovuti alla situazione instabile che si è creata dopo il terremoto. Olvera stesso ha dichiarato alla NBC News “quando ci sono superstiti e il potenziale per salvare qualcuno, noi rischiamo tutto”.

Dal canile alla storia

A rendere ancora più straordinaria questa storia è il fatto che alcuni dei cani eroi erano randagi ospitati nei canili. Precisante 4 dei 6 cani impiegati per i soccorsi in Nepal dalla Search Dog Foundation, sono stati presi da rifugi per cani in cui avevano, addirittura, trovato difficoltà a trovare famiglie disposte ad adottarli. Il loro temperamento li rendeva infatti non adatti alla vita domestica, quindi erano classificati come soggetti difficoltosi ma proprio questa spiccata energia che li ha penalizzati nelle adozioni, li ha resi invece particolarmente adatti all’impiego come cani da soccorso.

Tra questi spicca il nome di Pearl che è passata dall’essere un trascurato randagio ospite di un canile in California ad affiancare il suo conduttore Ron Horetski, capitano dei Vigili del Fuoco di Los Angeles, nella ricerca dei sopravvissuti al terremoto di Haiti del 2010. Oppure Riley, anch’esso ex randagio che nel 2011 è partito per il Giappone, col suo conduttore Eric Gray, pompiere della contea di santa Barbara, per cercare i sopravvissuti dello tsunami.

Storie come questa ci fanno capire come sia importante non sottovalutare le potenzialità dei cani, anche di quelli apparentemente irrecuperabili, come ricorda la stessa Janet Reineck in riferimento ai suoi cani: “prima stavano tra mucchi di spazzatura, ora cercano superstiti in Nepal”. 

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